Tokyo 2020, le Olimpiadi nelle serie animate giapponesi

Tokyo 2020, le Olimpiadi nelle serie animate giapponesi
22 July 2021 – 12:15

Dopo il rinvio dovuto alla pandemia, finalmente sta per riaccedersi la fiamma olimpica. La 32esima edizione dei Giochi Tokyo 2020 comincia domani, 23 luglio. Erano già stati ospitati nella città nipponica nel 1964. Le limitazioni imposte dal coronavirus, che anche in Giappone sta vivendo una fase di recrudescenza, faranno sì che gli atleti e le atlete si contenderanno le medaglie senza pubblico, anche se gli appassionati potranno seguire tutto dagli schermi di casa (da noi le Olimpiadi sono disponibili integralmente su Discovery+ e i canali Eurosport, ma alcune gare saranno trasmesse in chiaro anche da Rai2). Se lo spirito sportivo associato alla terra del Sol Levante vi affascina, non potete non andare coin l pensiero alle serie anime che hanno raccontato, in modi più o meno bizzarri, le discipline (in termine tecnico, si chiamano spokon). Dal calcio di Holly e Benji al pugilato dell’Uomo tigre, ecco altri titoli che vale la pena ricordare.
1. Mimì e la nazionale della pallavolo

https://www.youtube.com/watch?v=xkIiHCPs3bE

In onore della portabandiera italiana a Tokyo 2020, Paola Enogu, partiamo proprio dalla sua disciplina, la pallavolo. Emblematica in questo ambito è la serie Mimì e la nazionale della pallavolo, tratta dal manga di Chikako Urano e andata in onda in Giappone alla fine degli anni ’70, per poi essere trasmessa in Italia con vari doppiaggi dai primi ’80. Racconta la storia della giovane e fragile Mimì, che combatte la sua salute cagionevole impegnandosi a fondo nello sport e sottoponendosi ad allenamenti durissimi e disumani per raggiungere l’obiettivo di partecipare alle più importanti competizioni internazionali (niente a che vedere con le atmosfere più scanzonate dell’anime similare Mila & Shiro, anche se Finivest si inventò allora un’inesistente parentale fra le due pallavoliste: nella versione originale, infatti, Mila non è mai stata la cugina di Mimì). Di recente un documentario francese, The Witches of the Orient, ha raccontato la vicenda della nazionale di pallavolo giapponese che guadagnò l’oro nelle Olimpiadi del 1964 e che, data anche la ferocia del suo allenatore, fu l’ispirazione principale di questo anime.
2. Tutti in campo con Lotti

Quello che noi conosciamo come Tutti in campo con Lotti in originale era noto come Ashita tenki ni naare, in giapponese letteralmente “Speriamo che domani sia sereno”: il tempo atmosferico è in effetti una variabile fondamentale per la disciplina al centro di questo manga divenuto poi anime, ovvero il golf. Lotti, infatti, è un adolescente dall’animo timido e ingenuo il quale è costretto dalle difficoltà famigliari a giostrarsi fra diversi lavori part-time; in uno di questi, mentre serve drink a ricchi golfisti in un club, viene sfidato a lanciare distantissimo una pallina. Il risultato sarà straordinario e il ragazzo vede nella sua futura carriera golfistica, e soprattutto nei premi in denaro delle competizioni, la svolta per prendersi cura della sua famiglia. Nonostante i tentennamenti, i passi falsi, i tensioni e i febbri improvvise, il protagonista riuscirà a inanellare una vittoria dietro l’altra, arrivando ai tanto agognati Us Open. Indimenticabile l’espressione che Lotti usa prima di lanciare ogni pallina, “Spaghetti”, adattamento italiano del motto “chashumen”, una specie particolare di ramen.
3. Hilary (La leggenda di Hikari)

La leggenda di Hikari è un manga shojo (rivolto cioè soprattutto a un giovane pubblico femminile), pubblicato nella seconda metà degli anni ’80 e divenuto poi un anime arrivato anche da noi in Italia con il titolo di Hilary. La vicenda si concentra sul personaggio di Hilary Kamigi, quattordicenne appena trasferitasi a Tokyo per inseguire la passione per la ginnasta ritmica. Nella nuova scuola s’innamora di Willy, anche lui astro nascente della disciplina, e stringe un’amicizia non priva di rivalità con la collega Debbie, anche lei atleta dotatissima. Agli allenamenti e alle gare sempre più competitive si aggiunge anche il triangolo amoroso fra Hilary, Debbie e Willy: quando questi ultimi decidono di sposarsi, Hilary prima si dispera e poi capisce i suoi veri sentimenti per Federico, cantante di una rock band. Come in tutti gli anime di questo tipo, la conclusione è alle Olimpiadi, questa volta di Seul, dove Hilary si esibisce accompagnata da un’aria (letteralmente un brano dall’Andrea Chénier) cantata da Federico, coronando al contempo il suo sogno sportivo e quello d’amore.
4. Tommy, la stella dei Giants

Non tutti sanno che anche il baseball è una disciplina olimpica, anche se non continuativa, poiché non sempre presente e spesso inserita su insistenza del paese organizzatore (in questo caso, il Giappone l’ha proposta legata al softball). E proprio di baseball si parla in Tommy, la stella dei Giants del 1996, che è stata la prima serie manga di tipo sportivo adattata ad anime. La storia si incentra su Tommy, giovane ragazzino il cui padre Arthur, reduce della Seconda guerra mondiale ed ex campione di baseball frustrato, insiste affinché segua le sue orme, a costo di allenamenti faticosissimi e grandi pressioni psicologiche. Nel corso delle tre stagioni realizzate, in ogni caso, il giovane rivela un talento straordinario tanto da farlo diventare il campione prediletto della squadra sportiva dei Giants. Indimenticabili i suoi superlanci, effettuati con tecniche particolarissime e che sfidano ogni regola della fisica.
5. Judo Boy

Forse, non celebre come le precedente e dall’impianto narrativo leggermente diverso, Judo Boy è una serie anime tratta da un manga di fine anni ’60, anche se la versione a cartoni animati è giunta da noi solo a partire dagli ’80. Protagonista è Sanshiro Kurenai, figlio di un importante maestro di judo ucciso in un agguato. Determinato a scoprire chi sia il responsabile, complice un occhio di vetro trovato accanto al corpo del genitore, parte per un viaggio in cui affronta – a colpi di judo, ovvio – diversi avversari, sfoggiando un vistoso kimono rosso. Alle lotte si alternano anche gli incontri romantici, visto che Sanshiro, sempre accompagnato da un orfanello di nome Ken e dal fido cane Bobo, incontra inevitabilmente giovani ragazze che vorrebbero trattenerlo con sé. La volontà di onorare il ricordo del padre è più forte di qualsiasi cosa, però, tanto che l’anime si conclude con un finale sospeso.
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Fonte: Wired

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