La lenta riapertura degli Stati Uniti post-coronavirus

La lenta riapertura degli Stati Uniti post-coronavirus
21 Maggio 2020 – 15:02

(foto: Noam Galai/Getty Images)Il piano in tre fasi presentato dalla Casa Bianca per guidare la riapertura di attività e servizi dopo il periodo di quarantena prevede che “dopo un calo costante e consecutivo per 14 giorni dei contagi” si possa procedere a un graduale alleggerimento dei provvedimenti di distanziamento sociale. Si tratta di linee guida non vincolanti, ma è lo stesso presidente Donald Trump che, nonostante i dati sulla diffusione del Covid-19 e sul numero di decessi nel suo paese, da settimane spinge perché i governatori si affrettino a dichiarare terminata la fase del lockdown. È quanto sta accadendo dall’inizio di questa settimana: a diversi gradi di velocità, tutti i 50 stati americani stanno procedendo in questa direzione. Il report sui contagi, però, continua a essere preoccupante: secondo l’Organizzazione mondiale di sanità (Oms), il 19 maggio negli Usa sono stati registrati più di 45mila nuovi positivi.
Come si stanno muovendo gli stati
Il Washington Post fornisce una mappa aggiornata sui nuovi provvedimenti in vigore per ogni singolo stato, differenziandoli per tipo di restrizione: ampia, moderata, contenuta. Tra i primi, ad esempio, ci sono quelli che hanno subito in maniera peggiore gli effetti della diffusione del coronavirus, come lo stato di New York. Qui si è tenuti a rispettare le linee guida decise dal governatore per un piano di riapertura in quattro fasi: hanno ripreso l’industria manifatturiera e all’ingrosso, quella agricoltura e delle ricostruzioni, come anche le attività dei negozi al dettaglio. Sono inoltre riaperte le spiagge e le squadre sportive possono riprendere ad allenarsi, ma senza pubblica.
In Tennessee, dove il livello di restrizioni è moderato, hanno invece ripreso a lavorare parrucchieri, barbieri e saloni estetici e anche i ristoranti, pub e bar sono riaperti e a disposizione del pubblico: alcuni erano già in attività dalla fine di aprile, ma solo con la possibilità di riempire il locale al 50%, mentre dal 22 maggio, è stato tolto anche questo vincolo. In un altro stato, come l’Arizona – dove i provvedimenti anti-contagio erano già ridotti all’osso – sono aperte tutte le attività, comprese quelle di palestre e centri estetici, e gli spostamenti sono liberi. Hanno ripreso anche gli sport professionistici, tra cui Mlb, Nba, Nhl e Nfl, pur senza pubblico.
Le previsioni degli esperti
L’Università della Pennsylvania ha pubblicato uno studio, riportato dal New York Times, che prevede che il numero di decessi fino alla fine di luglio potrebbe arrivare a 157mila e aumentare, in misura variabile, in base a un piano di aperture parziale (+15mila morti) o completo (+ 73mila morti). Ma gli esperti dell’università americana sottolineano che molto dell’andamento futuro della pandemia dipenderà dal comportamento individuale. Infatti, le morti e il contagio potrebbero essere molto contenuti se i cittadini si atterranno alle norme di salvaguardia della salute pubblica, come indossare la mascherina o mantenere la distanza di sicurezza. “Tutti vogliono che parliamo di politica, ma in realtà il comportamento personale conta ancora molto. Se gli americani abbandonano l’abitudine al distanziamento sociale, ripristinando comportamenti pre pandemici, il contagio peggiorerà”, ha dichiarato Kent Smetters dell’università della Pennsylvania.
Molti cittadini americani sono però ancora titubanti su questo nuovo piano di aperture. Un nuovo sondaggio condotto dall’Associated Press ha rilevato che la maggior parte degli americani teme che l’eliminazione delle restrizioni nella propria zona comporti nuove infezioni: almeno la metà è estremamente preoccupata. Circa sei persone su 10 sono a favore allo stay home order, cioè a uscire di casa solo in caso di necessità, come hanno fatto nelle ultime settimane.
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Fonte: Wired

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