Basf investe su internet of things e blockchain per campi più fertili

Basf investe su internet of things e blockchain per campi più fertili
8 Novembre 2019 – 9:02

Investire in ricerca e sviluppo per aiutare gli agricoltori a soddisfare il bisogno numero uno degli esseri umani: mangiare. Basf Agricultural Solutions, braccio agro del colosso tedesco della chimica, dopo anni di studi in laboratorio per il solo 2019 ha messo sul piatto 900 milioni di euro con l’obiettivo di accelerare sulle innovazioni capaci di rendere i campi più efficienti e il business più remunerativo, consumando meno risorse ambientali. Risultato: entro il 2028 l’azienda lancerà sul mercato 30 nuovi prodotti e stima di migliorare le performance di vendite del 50% nel prossimo decennio. “Quelli che abbiamo davanti sono tempi eccitanti”, ammette Vincent Gros, presidente della divisione Basf Agricultural Solutions.
Dopo poco più di un anno dall’integrazione con gli asset rilevati da Bayer, nella prima metà del 2019 le vendite della divisione Agricultural Solutions sono già cresciute del 38% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, raggiungendo i 4,4 miliardi di euro. Ora si vuole fare meglio dei concorrenti di circa un punto percentuale all’anno e si punta ad aumentare la quota di mercato. “Vogliamo aiutare gli agricoltori a trovare un punto di equilibrio tra business e sostenibilità ambiente”, sintetizza Gros.
In cantiere ci sono otto principi attivi e sementi per le colture del grano ibrido, soia, canola, cotone e orticole. Ma si faranno presto largo anche le soluzioni digitali: machine learning, analisi dei dati e blockchain diventano sempre di più strumenti di lavoro utili a rendere profittevole quello che è uno dei mestieri più antichi del mondo. “Tutto sta cambiando in agricoltura – sottolinea Gros – è cambiata la società ed è cambiato l’ambiente, ma soprattutto ormai sono diversi i bisogni delle persone che chiedono trasparenza”.
Il riso tracciabile con la blockchain
In partnership con Ez Lab, una startup italiana, Basf ha presentato in estate il suo Riso chiaro, la prima applicazione in Italia della blockchain alla filiera del riso. Il progetto utilizza AgriOpenData di Ez Lab, una piattaforma software che registra tutti i dati di coltivazione del riso e li conserva in modo sicuro e inalterabile.
“Abbiamo sviluppato il progetto in Tenuta Darola, in Piemonte – spiega Alberto Ancora, vice presidente Agricultural Solutions Emea South – La blockchain permette a ciascun attore della filiera di inserire tutte le informazioni riguardanti la produzione di riso con i suoi dati: dal terreno fino al piatto in tavola, i consumatori avranno la possibilità di accedere alle informazioni direttamente e in totale trasparenza”. Per esempio, si potrà scoprire quanta acqua è stata utilizzata per l’irrigazione dei campi o quanti fertilizzanti sono stati necessari durante la coltivazione, senza filtri.
Alberto Ancora, vice presidente Agricultural Solutions Emea South – Media Event BASF, Nunhem, preselectionIl 2020 sarà il primo anno di coltivazione del riso dalla filiera tracciabile e quando sarà sullo scaffale basterà avere tra le mani uno smartphone e fotografare il Qr-code per poter scaricare la scheda completa di ogni passaggio. “La possibilità di accedere alle informazioni creerà trasparenza nell’industria e renderà l’intera filiera ancor più sostenibile: chi fa parte del percorso del riso avrà tutto l’interesse a partecipare alla catena perché questa rappresenterà un valore aggiunto unico per il prodotto finale”, sottolinea Ancora.
La app che rende campi più efficienti
La scommessa sul digitale coinvolge anche direttamente gli agricoltori. Basf ha rilevato una applicazione chiamata Xarvio che “permette di produrre in maniera più efficiente e sostenibile”, promette Tobias Menne, Global head of digital farminig di Basf Agricultural Solutions. Xarvio Scouting è la versione free dell’applicazione: in Italia è stata scaricata su oltre 45mila device e ha l’abilità di riconoscere lo stato di salute di una pianta grazie alla scansione di una sola foglia.
Quella che è una svolta per i giardinieri della domenica può diventare uno strumento di lavoro decisamente utile per i protagonisti dell’industria agricola: Xarvio Field Manager è la versione pro dell’applicazione e permette di informatizzare la gestione del proprio campo. I sensori monitorano lo stato di salute del terreno, consigliano tempi e quantità per fertilizzanti.
“L’obiettivo – rivela Konstantin Kretschun, Digital officer Emea & Cis Agricultural Solutions – è arrivare ad avere delle produzioni totalmente automatizzate. Gli agricoltori già usano diversi strumenti digitali, noi volgiamo integrare questi strumenti e aumentare l’efficienza nella gestione grazie all’analisi dei dati raccolti”. Il sistema impara nel tempo, corregge gli errori e “dà i migliori consigli agli agricoltori – sottolinea Kretschun – perché non raccomanda solo i prodotti Basf, ma pesca tra tutte le soluzioni possibili sull’intero mercato”.
Nel 2020 verrà lanciata una nuova versione del programma – Healthy Field – che permetterà agli agricoltori di ottenere consigli quotidiani grazie all’analisi dei dati continua e di limitare l’uso di agrofarmaci alle sole zolle di terreno che hanno bisogno di protezione, grazie alla continua scansione metro-dopo-metro del terreno.
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Fonte: Wired

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