La sostenibilità dei trasporti come fattore abilitante per lo sviluppo sostenibile

La sostenibilità dei trasporti come fattore abilitante per lo sviluppo sostenibile
19 Gennaio 2022 – 12:15

Qual è l’importanza del trasporto sostenibile nell’ottica del raggiungimento del più ampio sviluppo sostenibile e, quindi, degli obiettivi previsti da Agenda 2030? E in che modo è possibile accelerare la oramai sempre più necessaria trasformazione di questo settore?
È a queste ed altre domande che ha voluto rispondere il rapporto “Sustainable transport, sustainable development”, preparato dal Department of Economic and Social Affairs (DESA) delle Nazioni Unite in collaborazione con altre agenzie dell’ONU. Un rapporto che affronta un tema centrale, perché all’avvicinarsi della “data di scadenza” prevista per gli obiettivi di Agenda 2030 serve “uno sforzo globale e mirato nelle aree in cui esistono legami profondi e sistemici tra le dimensioni economica, ambientale e sociale dello sviluppo sostenibile”, e una di queste aree cruciali è proprio quella dei trasporti sostenibili.
L’impatto dei trasporti nello sviluppo sostenibile
Il settore dei trasporti, nel 2020, è stato responsabile del 24% delle emissioni dirette di CO2 dovute alla combustione del carburante, e ha rappresentato, inoltre, il 57% della domanda mondiale di petrolio e il 28% del consumo totale di energia.
Il settore dei trasporti, nel 2020, è stato responsabile del 24% delle emissioni dirette di CO2 dovute alla combustione del carburante, e ha rappresentato, inoltre, il 57% della domanda mondiale di petrolio e il 28% del consumo totale di energia
Ma se questi dati evidenziano il peso del settore dal punto di vista dell’impatto ambientale, e quindi l’importanza di intervenire su di esso per favorire il raggiungimento, ad esempio, di un obiettivo fondamentale come quello del contrasto al cambiamento climatico – SGD 13 – occorre allargare lo sguardo anche verso impatti più sociali ed economici verso i quali, sottolinea il rapporto, i progressi in materia di trasporti sostenibili sono stati finora insufficienti: tra questi, infatti, emerge che oltre un miliardo di persone non ha ancora accesso ad una strada per tutte le stagioni, solo circa metà della popolazione urbana mondiale ha un comodo accesso ai trasporti pubblici e, inoltre, anche in materia di sicurezza, il target 3.6 – che mirava a dimezzare, entro il 2020, il numero globale di morti e feriti a seguito di incidenti stradali – non è stato raggiunto.
Ambiente, società ed economia sono facce della stessa medaglia dello sviluppo sostenibile e, come è evidente, il trasporto e ciò che implica è in grado di toccarle tutte contemporaneamente. È per questo motivo che, in un contesto nel quale le sfide per la sostenibilità si fanno sempre più urgenti, occorre accelerare la trasformazione di questo settore, non soltanto per limitarne gli impatti potenzialmente negativi, ma anche per godere dei benefici che questo può offrire: il trasporto sostenibile, infatti, può contribuire “all’eliminazione della povertà e alla riduzione delle disuguaglianze generando lavoro e consentendo l’accesso a posti di lavoro, può garantire la sicurezza alimentare e migliorare l’accesso a importanti servizi come la sanità, l’istruzione e la finanza, e consente una crescita economica inclusiva”, sottolinea il rapporto. Inoltre, “aiuta ad integrare mercati ed economia, sostiene le catene di approvvigionamento regionali e globali migliorandone l’efficienza, e contribuisce alla competitività commerciale, consentendo di aumentare la resilienza a perturbazioni sistemiche ed esterne, compresi shock economici, pandemie e disastri legati al clima”.
Insomma, questi vantaggi sottolineano l’importanza strategica di un settore che, nonostante non abbia un SDG appositamente dedicato, rappresenta un fattore abilitante per il raggiungimento di molti altri, dalla salute all’istruzione passando per l’ambiente. Ma perché questi vantaggi possano concretizzarsi a pieno è necessario un ripensamento dei trasporti: è in questo contesto che le tecnologie e l’innovazione digitale possono fornire un importante contributo.
Il ruolo delle tecnologie per la sostenibilità dei trasporti
“I progressi scientifici e le nuove tecnologie sono essenziali per la transizione verso un trasporto sostenibile alle velocità richieste”, sottolinea infatti il report, “funzionalità di sicurezza integrate, carburanti e motori rispettosi dell’ambiente, digitalizzazione diffusa, app che elaborano informazioni in tempo reale, veicoli autonomi e sistemi di trasporto intelligenti sono diventati elementi centrali del panorama dell’innovazione dei trasporti”.
Allo stesso tempo, però, nonostante le grandi potenzialità delle nuove tecnologie nella rivoluzione del settore, occorre prendere consapevolezza di alcuni rischi derivanti dal processo di innovazione, che devono essere evitati: tra questi vi sono i divari, ancora importanti, tra i paesi e tra le aree urbane e quelle rurali, che possono essere colmati aumentando, ad esempio, la cooperazione tecnologica. Inoltre, si rendono necessarie valutazioni degli impatti economici, sociali e ambientali e dei rischi legati alle nuove tecnologie, volte a limitarne i potenziali effetti negativi.
Un discorso, questo, che vale ad esempio per l’elettrico: tra le più importanti soluzioni tecnologiche per la decarbonizzazione, ma il “rapido sviluppo dei veicoli elettrici e l’eliminazione graduale di quelli a combustibili fossili dipenderà dalla creazione di infrastrutture adeguate, e potrebbe essere accompagnato da effetti negativi se non attuato in modo sostenibile. Ad esempio, i veicoli stessi dovrebbero diventare più convenienti per un’adozione più ampia, e le crescenti quantità di litio necessarie per le batterie dovrebbero essere prodotte in modo sostenibile”. Insomma, l’innovazione c’è e i vantaggi che può portare sono enormi – basti pensare al fatto che il trasporto automobilistico privato rappresenta tre quarti del totale della mobilità dei passeggeri – ma deve anch’essa essere indirizzata in modo sostenibile.
La sostenibilità della mobilità, così come di ogni altro settore, dovrebbe essere vista nel suo intero ciclo vitale
“La sostenibilità della mobilità, così come di ogni altro settore, dovrebbe essere vista nel suo intero ciclo vitale”, ha commentato Luigi Mundula, componente del Comitato di Indirizzo della Fondazione per la Sostenibilità Digitale e professore di Geografia Economica. “Per fare un esempio, la prossima adozione generalizzata di veicoli elettrici porterà in primo piano lo smaltimento delle batterie a fine vita. I veicoli elettrici, inoltre, saranno sempre più pieni di chip e processori (anche in relazione al progressivo inserimento dell’intelligenza artificiale) che funzionano grazie alle cosiddette “terre rare” il cui sfruttamento sta però creando fenomeni di “land grabbing” (appropriazione dei territori) da parte di grandi multinazionali o anche di stati maggiormente sviluppati alle spese di quelli più in ritardo di sviluppo, principali riserve di tali ricchezze. La sostenibilità sociale della mobilità non dovrebbe quindi prescindere dalla valutazione di tali dinamiche, trovando soluzioni che possano risolverli efficacemente”.
Ma i vantaggi che l’innovazione può portare in questo settore non sono chiaramente limitati alla mobilità individuale. Un esempio in tal senso è sicuramente quello del trasporto marittimo, che soddisfa oltre l’80% della domanda di trasporto merci e che, nel 2018, ha rappresentato circa il 3% del totale globale delle emissioni di gas serra: in questo contesto, “i miglioramenti dell’efficienza, guidati dalle tecnologie digitali, possono contribuire in modo significativo a ridurre il consumo di carburante, e quindi l’impronta di gas a effetto serra, di questo settore. Ulteriori miglioramenti dell’efficienza si possono ottenere, ad esempio, utilizzando software di mappatura con dati generati dal satellite per determinare le rotte più efficienti, comprese le rotte metereologiche che tengono conto delle correnti, delle previsioni metereologiche e delle condizioni del mare”.
Città intelligenti e utilizzo dei dati
Le città sono un punto cardine per raggiungere lo sviluppo sostenibile, e le tecnologie sono in grado di rendere più efficienti le operazioni e i servizi urbani e, in generale, di contribuire al miglioramento della qualità della vita per tutti
In tema di trasporti sostenibili, le città – che attualmente ospitano oltre la metà della popolazione mondiale – rappresentano chiaramente un elemento decisivo. In questo contesto, “l’introduzione accelerata di modalità di trasporto attivo, come camminare o andare in bicicletta, e di innovazioni di trasporto sostenibili a basse emissioni è fondamentale per la futura sostenibilità delle aree urbane”. Le città sono infatti un punto cardine per raggiungere lo sviluppo sostenibile, e le tecnologie sono in grado di rendere più efficienti le operazioni e i servizi urbani e, in generale, di contribuire al miglioramento della qualità della vita per tutti. Si parla quindi, in sostanza, di Smart City nelle quali i servizi relativi ai trasporti sono mediati da sistemi di trasporto intelligenti (ITS) – come segnali stradali intelligenti o tecnologie per la navigazione stradale in tempo reale – in grado di aumentare la loro sostenibilità, fornendo ad esempio informazioni in tempo reale sul traffico che possano portare a scelte di viaggio più sostenibili.
“La logistica e i trasporti pubblici sono i primi segmenti della mobilità su cui si sta puntando per l’adozione concreta delle nuove soluzioni di mobilità: guida autonoma e trasporto via drone”, ha spiegato Luigi Mundula. “Tali soluzioni impatteranno inevitabilmente sulla forma della città, i suoi spazi, e sulle modalità in cui verrà usata. Non basta far partire un drone automatizzato per la consegna di merce, o per portare passeggeri da un aeroporto fino al centro città, bisogna anche farlo atterrare in modo sicuro il più possibile vicino al punto di consegna o di destinazione dell’utente. Cosa non facile nei centri più densamente popolati a meno di creare adeguati spazi in diversi punti della città (seguendo ad esempio la logica della città dei 15 minuti) e di “educare” la popolazione alla loro presenza. Il tema della infrastrutturazione si allarga quindi passando dall’installazione di colonnine di ricarica ad un ripensamento complessivo dei flussi della mobilità urbana”.
Per la sostenibilità delle città, evidenzia il rapporto, è poi ugualmente fondamentale la raccolta di dati disaggregati e incentrati sugli umani, perché forniscono prove per la politica, la pianificazione e gli investimenti. È infatti molto importante “raccogliere e analizzare dati e statistiche affidabili e renderli disponibili per la pianificazione dei trasporti, la valutazione dei rischi e il monitoraggio a lungo termine”. Inoltre, “archivi di dati centralizzati e linee guida per la raccolta a livello nazionale e metropolitano possono facilitare l’accesso a tali dati da parte di diversi stakeholders e aumentare il loro utilizzo per supportare il processo decisionale, e incoraggiare l’uso di trasporti più sostenibili”. In questo senso, secondo Luigi Mundula, “la raccolta dei dati pone questioni rilevanti circa il loro utilizzo. Oltre che per il miglioramento del benessere pubblico potrebbero essere infatti utilizzati per finalità di orientamento delle scelte dei singoli (il cosiddetto capitalismo della sorveglianza) se non addirittura per atti di terrorismo. La sicurezza dei dati personali diventa quindi un elemento centrale per lo sviluppo realmente sostenibile di tali tecnologie”.
Il trasporto sostenibile è quindi un “mezzo” fondamentale per raggiungere gli obiettivi di Agenda 2030, in considerazione degli effetti positivi a livello ambientale, economico e sociale che questo può offrire. In funzione di questo obiettivo, sottolinea il rapporto, “le tecnologie nuove ed emergenti, se applicate in modo appropriato, sono fondamentali per risolvere molte delle sfide per ottenere un trasporto sostenibile, e l’implementazione di soluzioni esistenti, come veicoli a basse/zero emissioni di carbonio, sicurezza automatizzata e sistemi di trasporto intelligenti, deve essere accelerata”. In questo senso, “i governi e gli organismi internazionali devono fornire i regolamenti, le politiche e gli incentivi per accelerare lo sviluppo e la diffusione delle nuove tecnologie di trasporto, comprese le applicazioni digitali, garantendo al contempo che nessuno venga lasciato indietro”: uno sforzo necessario per il raggiungimento dello sviluppo sostenibile.
L’articolo La sostenibilità dei trasporti come fattore abilitante per lo sviluppo sostenibile è stato pubblicato originariamente su Tech Economy 2030 – Digital transformation for sustainability.

Fonte: Techeconomy

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