La Russia sta facendo passi avanti nella costruzione della sua internet indipendente

La Russia sta facendo passi avanti nella costruzione della sua internet indipendente
12 Aprile 2021 – 21:14

(foto: Mikhail Svetlov/Getty Images)Runet, la rete internet indipendente voluta dal Cremlino, sembra iniziare a dare i suoi frutti dopo anni di test. A pagarne le spese per ora è stato Twitter, che da un mese a questa parte ha iniziato a subire rallentamenti in tutta la Russia: è una ritorsione attuata a seguito del suo rifiuto di cancellare alcuni tweet ritenuti pericolosi dal governo russo. La richiesta di eliminazione era stata avanzata dal Roskomnadzor, l’autorità statale che si occupa delle comunicazioni online e della loro censura, a seguito delle proteste che nei mesi scorsi hanno mobilitato migliaia di sostenitori del principale avversario politico del presidente Vladimir Putin, Alexei Navalny, per chiederne la scarcerazione.
All’inizio di marzo il Roskomnadzor ha quindi ordinato a Twitter di rimuovere 3.168 tweet risalenti al 2017 che secondo l’autorità “incoraggiano il suicidio dei minorenni e contengono pedopornografia e informazioni sull’uso di droghe”. Questa richiesta era stata accompagnata anche da una minaccia di limitazione della banda necessaria al caricamento di immagini e video di Twitter su tutti i dispositivi presenti sul territorio russo.
La scelta di Twitter come piattaforma sulla quale testare la propria rete internet indipendente è dovuta anche al fatto che il social network in Russia conta appena 700mila utenti attivi mensilmente: è considerato una piattaforma piuttosto piccola, e quindi un’utile cavia per testare il funzionamento censorio di Runet.
La Russia, in tempi recenti, aveva anche iniziato a testare le operazioni di scollegamento della propria rete internet da quella globale, giustificando i test come misura preventiva in caso di cyber-attacco. Con l’attuale test riuscito e con il rallentamento mirato di una piattaforma social, il Roskomnadzor ha ora il potere di intervenire e limitare anche piattaforme più grandi come YouTube.
Questo blocco, però, non è stato un esperimento completamente riuscito. Infatti, in un primo momento, il rallentamento di Twitter ha avuto come buffo effetto collaterale l’aver reso inaccessibili anche i siti internet del Cremlino e dello stesso Roskomnadzor. All’inizio di aprile, però, le cose si sono sistemate e il rallentamento selettivo verso il social network è andato a buon fine. L’autorità russa ha poi sottolineato che se Twitter non rimuoverà tutti i tweet precedentemente segnalati, la misura potrebbe protrarsi fino a metà maggio.
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Fonte: Wired

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