Microsoft vuole sostituire le video-riunioni con gli ologrammi

Microsoft vuole sostituire le video-riunioni con gli ologrammi
3 March 2021 – 13:09

Una raffigurazione di Mesh (foto Microsoft)Un servizio in cloud per sviluppare applicazioni che permetteranno agli utenti di trasformarsi in un ologramma e condividere oggetti virtuali in 3D, muoversi e interagire attraverso il proprio avatar, per incontri attraverso lo spazio, grazie alla realtà mista, virtuale e aumentata. È la piattaforma Mesh, presentata da Microsoft alla conferenza digitale Ignite 2021, tenuta proprio con questa modalità. Una prima app di prova già realizzata è utilizzabile per ora solo con HoloLens, ma l’obiettivo del progetto è permettere a chiunque di partecipare a incontri virtuali anche senza un visore Ar o Vr, utilizzando anche uno smartphone, tablet o pc.
Dalle riunioni al design
La compagnia progetta di incorporare Mesh tra le funzionalità di Microsoft Teams e Dynamics 365, ma quello delle riunioni di lavoro è solo uno degli scenari che la presentazione di Microsoft lascia immaginare. Gli utilizzi potrebbero riguardare formazione e didattica a distanza, telemedicina, co-progettazione per architetti, ingegneri o designer, ricerca scientifica, coordinamento di operazioni tecniche in ambienti difficili o lontani, conferenze e convegni, concerti, allenamenti sportivi. “La realtà aumentata diventerà mainstream tra consumatori e imprenditori, liberando le esperienze vincolate agli schermi in interazioni nel tuo spazio, tra i tuoi oggetti con le tue persone”, spiega l’azienda, che vede la realtà mista come la quarta ondata nell’informatica, successiva all’era degli smartphone.
Mesh permette di disegnare il proprio avatar e di unirsi all’incontro come in una videocall, muovendo mani, testa e corpo, parlando con ciascun partecipante e con la possibilità di importare, mostrare e manipolare ologrammi tridimensionali già pronti o di utilizzare strumenti di disegno 3D per crearne di nuovi. Inizialmente, gli avatar delle persone saranno presi dal social network Altspace Vr, acquisito da Microsoft nel 2017 e che verrà implementato con Mesh.
Nuovi ambienti
La piattaforma, basata sul cloud di Azure, supporterà anche la cosiddetta “holoportation”, che riproduce in modo fotorealistico le persone e permette loro di apparire sia in uno spazio virtuale che in realtà mista. Tra le sfide tecniche più complicate nel progetto c’è infatti quella delle mappe spaziali, che dovrebbero permettere di raffigurare ologrammi nel mondo reale, tracciato da Mesh “con un’accuratezza di diverse grandezze maggiore del Gps e che può funzionare persino in luoghi senza accesso Gps”, spiega l’azienda, permettendo così di fornire “ologrammi agganciati al mondo reale”, grazie alla funzione Spatial maps.
Questa e altre proprietà, come per esempio il supporto multidevice, la presenza immersiva, il rendering olografico, la sincronizzazione multiutente (100 millisecondi di latenza), potranno essere sfruttate e sviluppate anche grazie a un kit per lo sviluppo software fornito da Mesh, per consentire la partecipazione dei developer per creare applicazioni partner, che potranno scegliere per quale device destinazione lavorare (Ar, Vr, pc o smartphone).
“Questo è stato il sogno della realtà mista, l’idea sin dall’inizio”, ha detto Alex Kipman, software engineer di Microsoft. Secondo alcuni analisti, la piattaforma in cloud Azure rappresenta ora il 17% delle fonti di ricavi della compagnia di Redmond ma presto diventerà il principale business, superando Office nel 2022.
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Fonte: Wired

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