Il Garante della privacy vuole vederci chiaro sulle nuove condizioni di Whatsapp

Il Garante della privacy vuole vederci chiaro sulle nuove condizioni di Whatsapp
14 Gennaio 2021 – 18:03

London, UK – July 19, 2018: The buttons of Whatsapp, Messenger, Telegram, Pinterest Whatsapp e Telegram (Getty Images)Un avviso poco chiaro. Da analizzare alla luce della legge sulla privacy. Sul tavolo del Garante per la protezione dei dati personali arriva il caso dell’aggiornamento sul trattamento dei dati annunciato da Whatsapp, l’app di messaggistica, effettivo dai primi giorni di febbraio. “Il messaggio con il quale Whatsapp ha avvertito i propri utenti degli aggiornamenti che verranno apportati, dall’8 febbraio, nei termini di servizio – in particolare riguardo alla condivisione dei dati con altre società del gruppo – e la stessa informativa sul trattamento che verrà fatto dei loro dati personali, sono poco chiari e intelligibili e devono essere valutati attentamente alla luce della disciplina in materia di privacy“, fa sapere il garante in una nota.
Per questo l’autorità indipendente guidata da Pasquale Stanzione ha già spedito un incartamento ai colleghi dell’Edpb, il consiglio che riunisce le Autorità privacy europee. La materia, insomma, non riguarda solo l’Italia, visto che in territorio di dati personali vale il regolamento europeo del 2018, il Gdpr. Secondo il garante italiano il problema è che il testo non è chiaro e quindi non consente agli utenti di comprendere quali sono le novità e di scegliere se aderire o meno.
“Il Garante ritiene che dai termini di servizio e dalla nuova informativa non sia possibile, per gli utenti, evincere quali siano le modifiche introdotte, né comprendere chiaramente quali trattamenti di dati saranno in concreto effettuati dal servizio di messaggistica dopo l’8 febbraio – si legge nella nota -. Tale informativa non appare pertanto idonea a consentire agli utenti di Whatsapp la manifestazione di una volontà libera e consapevole“.
https://twitter.com/ebobferraris/status/1347567929739636742

Il cambiamento, come spiegato anche su Wired e da molti osservatori in rete, tra cui Enrico Ferraris, avvocato specializzato in materia digitale, è in realtà poco incisivo per gli utenti europei, protetti già dal Gdpr. Il garante tuttavia va sapere che “si riserva comunque di intervenire, in via d’urgenza, per tutelare gli utenti italiani e far rispettare la disciplina in materia di protezione dei dati personali“.
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Fonte: Wired

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