Perché Donald Trump stavolta punta tutto su YouTube

Perché Donald Trump stavolta punta tutto su YouTube
21 Settembre 2020 – 9:03

Quando si parla di social network e dintorni, i nomi più citati sono sempre gli stessi: Facebook, Instagram, Twitter e adesso anche TikTok. C’è però una piattaforma quasi social di cui si parla ancora decisamente meno: YouTube. Il servizio di videostreaming di proprietà di Google non solo ha 2 miliardi di utenti attivi al mese, ma soprattutto è utilizzata – nella fascia d’età che va dai 18 ai 29 anni – da nove statunitensi su dieci, una percentuale superiore a qualunque altro social network.
Essendo uno strumento con caratteristiche differenti da Facebook e gli altri, non ci si sofferma spesso sui numeri da capogiro di YouTube. Sapete invece chi ci ha riflettuto su parecchio? Donald Trump. O meglio, i suoi consiglieri elettorali, che proprio grazie alla piattaforma di streaming puntano a raggiungere anche gli elettori più giovani, quelli meno propensi a votare per l’attuale inquilino della Casa Bianca.
“Secondo i consiglieri di Trump, Facebook nel 2016 si è dimostrato quasi sempre uno strumento elettorale migliore di YouTube, grazie alle sue potenzialità in termini di targeting e alla scarsa attenzione pubblica”, si legge su Politico. “Ma dal momento che, su Facebook, i democratici si sono ormai messi in pari, e che ogni mossa sulla piattaforma viene dissezionata, lo staff di Trump ritiene che YouTube sia ormai più efficace in termini di mobilitazione, fundraising e persuasione”.
Quanto la campagna elettorale di Trump punti su YouTube è dimostrato anche dai semplici numeri: nel 2016 erano stati spesi su questa piattaforma meno di 10 milioni di dollari, quest’anno sono stati già raggiunti i 65 milioni (tra YouTube e Google), 30 dei quali investiti da luglio a oggi. Per fare un confronto, la campagna elettorale a supporto di Joe Biden non è andata oltre i 33 milioni, esattamente la metà.
Un impegno costante che è dimostrato anche dalla cura riservata ai video. Per lungo tempo, le macchine elettorali hanno utilizzato YouTube quasi solo come un archivio degli spot elettorali e delle apparizioni televisive più importanti. Il canale di Donald Trump, invece, è una collezione colossale di notizie, pubblicità, spezzoni di telegiornali e anche web show creati appositamente, come The Right View.
Ma a fare ancora più impressione è la quantità di video ammassati sul canale: solo nelle ultime 24 ore ne sono stati pubblicati più di 30. Nel complesso, nel mese di agosto, sono stati aggiunti qualcosa come 900 video, contro i 100 caricati invece sul canale dello sfidante Joe Biden. “Quello che conta è sommergere di contenuti l’algoritmo”, ha spiegato un consigliere repubblicano per il digitale. “La campagna elettorale di Trump sta facendo un ottimo lavoro, perché l’algoritmo premia chi pubblica di più”. Un premio che si concretizza in più raccomandazioni, più visibilità e quindi più visualizzazioni.
Quanto la macchina elettorale di Donald Trump si stia concentrando su YouTube è stato particolarmente evidente nei giorni delle convention dei due partiti. Non solo perché – come racconta il New York Times – i massicci investimenti pubblicitari hanno permesso di dominare l’homepage anche durante la convention democratica, ma anche perché hanno consentito di ottenere in pochi giorni qualcosa come 40 milioni di visualizzazioni, il 93% delle quali provenienti da persone non iscritte al canale di Trump. Nel complesso, negli ultimi quattro mesi, i video pubblicati sul canale hanno ricevuto 509 milioni di visualizzazioni.
Numeri gonfiati non solo dagli investimenti in pubblicità, ma anche da un utilizzo accurato. Per esempio, mentre il discorso di Joe Biden durante la convention democratica è stato caricato nella sua interezza, quello di Donald Trump alla convention repubblicana è stato diviso anche in 28 brevi clip (e lo stesso è avvenuto con tutti gli altri discorsi importanti). Una scelta che sembra andare effettivamente incontro alle caratteristiche di una piattaforma come YouTube, pensata più per consumare contenuti in breve tempo che per una visione lunga e continuata (dallo staff di Biden sottolineano però come il discorso del loro candidato abbia comunque ottenuto più visualizzazioni complessive).
Un dubbio resta però ancora irrisolto: quale sarà l’impatto di YouTube sulle elezioni? Se ormai è chiaro che l’utilizzo intensivo e spregiudicato di Facebook nel 2016 ha giocato almeno un ruolo nella vittoria di Trump, ancora non è dato sapere se lo stesso può fare la piattaforma streaming, dove peraltro la targetizzazione è molto limitata (si può selezionare solo genere, età e luogo). Il rischio è quindi di rivolgersi soltanto ai propri sostenitori, mentre Trump – che nei sondaggi è ancora notevolmente indietro – ha bisogno di espandere la sua base elettorale.
Per il momento, questo impegno ha portato comunque a un primo risultato concreto: Donald Trump ha superato Bernie Sanders e Barack Obama ed è diventato il politico con il più ampio seguito su YouTube (oltre un milione di iscritti). Ma si possono giudicare le chance elettorali di un candidato sulla base del suo successo su questa piattaforma? Stando a quanto avvenuto durante le primarie tra Sanders (400mila iscritti) e Biden (180mila), sembrerebbe di no. Dalle parti di Donald Trump, però, la pensano in maniera diversa. E visto com’è andata nel 2016, non è il caso di sottovalutarli.
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Fonte: Wired

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