Nasce a Milano uno spazio per costruire il lavoro del futuro

Nasce a Milano uno spazio per costruire il lavoro del futuro
17 Settembre 2020 – 9:03

Phyd hub (crediti: Phyd)Non più un curriculum vitae ma un badge, una scheda digitale che racconta la propria storia lavorativa includendo non solo i luoghi di lavoro e i classici campi di conoscenza – lingue, formazione, programmi –, ma anche le competenze nel mondo digitale. Un badge che sa valutare e soppesare le soft skills, le hard skills e quelle tecnologiche. Per restituire un quadro professionale completo.
Apre a Milano in questi giorni Phyd, il nuovo spazio tecnologico di The Adecco group dedicato all’orientamento e a percorsi di aggiornamento e irrobustimento delle competenze professionali, indirizzato a studenti, professionisti e imprese. Nato con la collaborazione tecnologica di Microsoft Italia si sviluppa sia con un hub fisico, sia attraverso una piattaforma online.
Chiunque, gratuitamente, vi può accedere, sia tramite sito web che in presenza. Il primo passo è proprio quello della formazione di un badge personale. E quindi ci si registra e si indica la posizione lavorativa che si ricopre. O, per gli studenti, gli studi conclusi. A questo punto un tutor digitale aiuta l’utente a navigare sulla piattaforma e a scoprire la sua “occupabilità”. Il passaggio avviene rispondendo a domande specifiche, compilando campi, descrivendo se stessi e il proprio percorso professionale. E quindi, per esempio, indicando il livello di soft skills o hard skills possedute (adattabilità al cambiamento, iniziativa, comunicazione). Si fanno test per valutare il livello di ciascuna voce, anche delle conoscenze tecnologiche o linguistiche.
Ne esce una cartina di tornasole completa di se stessi. È questo il punto di partenza per ampliare le prospettive: dopo aver indicato il lavoro dei propri sogni, il sistema dichiara quanto questo sia richiesto sul mercato e da qui, in base al profilo dell’utente, mostra quale sia l’indice di occupabilità personale, che racconta anche l’aderenza al ruolo cui l’utente aspira.
Se si discosta di molto, è il caso di intervenire, e quindi di aumentare la propria occupabilità. Lo si può fare con i contenuti formativi e i corsi proposti da Phyd stesso, che vengono aggiornati regolarmente. Approfondendo, sempre sul sito, scenari e informazioni sul mondo del lavoro. In questo modo, dopo aver seguito e concluso i corsi, migliorano anche le skills da rafforzare. E, in ultima analisi, aumenta l’indice di occupabilità delle professioni preferite: ci si avvicina sempre di più a quello che è il profilo ideale, e quindi si è più pronti a cercare il lavoro dei sogni. O si è più in linea con il proprio impiego attuale.
Che cosa è Phyd
“Nei prossimi anni il 25-45% dei lavori sarà automatizzato”, spiega Andrea Malacrida, fondatore di Phyd e country manager di The Adecco Group in Italia. Ma il mondo del lavoro non è pronto a supportare questo cambiamento: mancano le risorse. Mancano già oggi. “Il 30% dei nuovi posti di lavoro non sarà coperto per un vuoto di competenze in ambito tecnologico”, va avanti Malacrida. Questo, unito al fatto che “da qui al 2025 ci saranno nel mondo 133 milioni di nuove opportunità occupazionali. Legate per il 60% a big data, it, coding”, mostra quanto sia necessario formare e aggiornare le risorse umane.
Phyd (Crediti: Phyd)“Phyd è uno spazio libero, accessibile a tutti e gratuito”, prosegue Malacrida. Risponde all’esigenza di dare forma a nuovi saperi, ma è anche una risposta alle aziende. Secondo il dossier 2020 Unioncamere-Anpal, il 75% delle aziende italiane dichiara che, per fare fronte alla crisi, nei prossimi sei mesi metterà in campo azioni di reskilling del personale già presente in azienda. L’investimento di Adecco – sul progetto sono stati stanziati sei milioni di euro – è quindi sulla formazione di una platea di potenziali nuove figure che vanno a colmare le necessità delle imprese.
Il ruolo di Microsoft
Oltre a fornire tutti i supporti tecnologici presenti nelle varie sale dell’hub di Milano, Microsoft gioca un ruolo importante dal punto di vista della digitalizzazione dei processi. “Abbiamo sviluppato tutta la parte di intelligenza artificiale legata alla piattaforma”, spiega Silvia Candiani, amministratore delegato di Microsoft Italia. “Che consente di creare il profilo dell’utente, unendo le risultanze dei test, ovvero le risposte alle domande che ci sono in fase di registrazione. E che permette di trovare tutte le correlazioni con il lavoro desiderato, trasformando i dati in informazioni e restituendo quello che chiamiamo indice di occupabilità”. L’intelligenza artificiale di Microsoft è impiegata poi per la parte del riconoscimento facciale, con cui poter accedere nell’hub di Milano. “Contribuiamo anche sulla parte dei contenuti, e quindi con corsi specifici su determinati temi”, dice Candiani.
Il modello Phyd
“L’indice di occupabilità dà consapevolezza di sé e dei passi da fare per raggiungere nuovi traguardi. L’occupabilità passa dal fatto che tutti devono continuamente aggiornarsi”, precisa Manlio Ciralli, ad di Phyd. “Inoltre, il sistema mostra se la professione scelta è in declino o in crescita, in base ai trend del momento”. Indirizzando ancora di più la risorsa.
Gli eventi dell’hub sono aperti a tutti e gratuiti, si possono seguire anche da remoto e ricalcano il calendario delle settimane milanesi e quindi Settimana della moda, del design, dell’arte o della musica, approfondendo di volta in volta verticali diverse. “Alcuni corsi sono a pagamento, ma solo alcuni. Mettiamo poi a disposizione percorsi di formazione personalizzata con coach: si possono acquistare pacchetti di ore per incontri diretti”. Specifica Ciralli che Phyd non farà incontrare i potenziali candidati alle aziende: “Phyd e le persone su Phyd non sono, almeno in questa fase, un serbatoio di professionisti per Adecco”.
Phyd è anche in contatto con alcuni atenei, in una logica di orientamento, ed è aperta a vari percorsi e collaborazioni. A fine novembre verrà inoltre rilasciato un accesso corporate al sito, studiato appositamente per le aziende. “Riuscirà a riconoscere l’utente anche in base alle sue utenze aziendali. Le imprese potranno in questo modo portare nelle piattaforma parte del personale, anche per percorsi ad hoc, con costi contenuti”, per riorganizzare la parte di reskilling. “In questo momento stiamo dialogando con aziende di medie-grandi dimensioni”, conclude Ciralli.
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Fonte: Wired

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