Servizi bancari digitali, innovativi e sostenibili sono realtà: intervista a Ivan Mazzolei, CEO Flowe

Servizi bancari digitali, innovativi e sostenibili sono realtà: intervista a Ivan Mazzolei, CEO Flowe
14 Settembre 2020 – 12:18

L’intervista con Ivan Mazzolei, CEO e Cultural Energy Orchestrator di Flowe, società benefit del Gruppo Mediolanum rivolta all’innovazione e alla sostenibilità nel campo dei servizi bancari digitali, inizia con la parola Innovability. “In Flowe uno dei mattoni con cui abbiamo costruito le fondamenta del business è innovability, ovvero la fusione tra sostenibilità e innovazione, data dalla impossibilità di vedere i due aspetti in modo separato”.
Una “better being plat-firm”, Flowe, ovvero una piattaforma con un servizio bancario innovativo e completamente digitale rivolto alle persone più sensibili ai temi della sostenibilità, del benessere individuale e del sociale. In questo modo l’aveva definita anche Oscar di Montigny nel corso della conferenza stampa di presentazione.
Come si concretizza il concetto di sostenibilità in Flowe?
Flowe gestisce l’intero ciclo di vita della carta di debito in digitale: dalla richiesta di emissione e virtualizzazione, alla ricarica del conto di pagamento, dalla personalizzazione online delle funzionalità al processing delle transazioni, fino alla prevenzione e gestione di frodi, dispute e contestazioni. I servizi digitali sono erogati tutti in cloud e gestiti tramite un’architettura tecnologica considerata tra le più moderne del mondo banking. Moderne e sostenibili, tanto da avere un’ottima posizione nel ranking per neutralità carbonica e un impatto sulle emissioni di CO2 di molto inferiore rispetto a soluzioni con un data center aziendale. Ma questo dell’infrastruttura digitale è solo uno degli aspetti che curiamo. Per esempio, siamo gli unici in Europa ad aver proposto una carta di debito in legno, realizzata da SIA, nel proprio centro specializzato di Verona in collaborazione con Exceet, in legno di ciliegio proveniente da foreste gestite sostenibilmente. La carta di legno non solo vuole sensibilizzare le persone sull’importanza del limitare l’uso della plastica, ma trasmette una sensazione visiva e tattile unica all’utente, garantendo allo stesso tempo una piena funzionalità dei servizi di pagamento sia in modalità tradizionale che contactless. Per ogni carta emessa, Flowe pianta un albero in Guatemala per contribuire alla riforestazione, e anche per sostenere i redditi da microimpresa di quei territori. I comportamenti sociali e gli acquisti effettuati tramite carta, inoltre, verranno letti dal punto di vista della emissione di anidride carbonica, con la possibilità prevista da Flowe di compensare questa produzione piantando alberi.
Tecnologia digitale per la sostenibilità accompagnata a cos’altro per costruire un futuro migliore?
Servono consapevolezza ed educazione. Tanto che molto puntiamo in Flowe su questi due aspetti. In termini di consapevolezza, consentiamo agli utenti, grazie all’indice Åland, di disporre di strumenti per tracciare e calcolare l’impatto sul clima dei consumi. Flowe è il quarto istituto finanziario dopo Bank of Åland, Nordea e Bank of the West, e la prima IMEL italiana, ad adottare l’indice Åland consentendo ai propri clienti di contribuire alla difesa dell’ambiente attraverso le proprie azioni quotidiane. In pratica, per ogni attività svolta dall’utente, Åland Index, servizio in cloud sviluppato dalla startup Fintech Doconomy, calcola l’impatto ambientale delle transazioni, al fine di indirizzare i consumatori verso scelte più sostenibili e consapevoli nel proprio quotidiano. Insieme alla consapevolezza si lavora sull’educazione, sull’edutainment, in particolare delle nuove generazioni. Stiamo partendo, per esempio, con delle serie di contenuti fruibili grazie all’app che possano suggerire corretti stili di vita riferiti al modo di nutrirsi, all’importanza del risparmiare, al come trasformare un’idea in business. Questo perché ci piace pensare che i ragazzi possano essere accompagnati nell’usare in modo corretto le risorse: tempo, emozioni, soldi. Anche lo spirito imprenditoriale, inteso come capacità di contribuire con le proprie idee e il proprio lavoro a migliorare il territorio e il posto in cui viviamo, deve essere coltivato. L’educazione è al centro del mondo. Basta guardare il PIL di Singapore, che tanto ha investito in educazione delle nuove generazioni, per capirne l’importanza.
Come l’emergenza da COVID-19 ha cambiato il settore bancario, se lo ha cambiato? Come ha impattato su Flowe?
Per quanto riguarda noi, il lancio di Flowe è stato fatto proprio in periodo di lockdown. Ma la nostra è una realtà full digital, in cui lo smart working non viene certo attivato in emergenza perché è routine. Non abbiamo vissuto, pertanto, momenti di particolare difficoltà e abbiamo voluto accelerare per lanciare strumenti da attivare e gestire a distanza, grazie al digitale. Credo che, dopo la prima ondata e gli effetti nefasti del lockdown, difficili da dimenticare, sia auspicabile vedere un maggior impegno nel costruire un futuro sostenibile. Personalmente il motto “andrà tutto bene” non so quanto possa essere realistico, e quanto invece ci si dovrà sporcare le mani affinché tutto possa andare nella direzione giusta. Per esempio, come sottolineato anche da Mario Draghi, non è disdicevole ricevere dei soldi che dovremo restituire e per i quali impegneremo le generazioni future, purché il debito lo si usi per istruzione, innovazione per la sostenibilità, per supportare le imprese che dovranno rivedere i propri modelli di business. In questo modo, il debito potrà essere considerato un buon debito.
Quali sono gli SDGs sui quali le attività di Flowe potranno avere un impatto positivo?
Diversi sono gli obiettivi di Agenda 2030 ai quali potremo contribuire. In particolare, quelli riferiti alla tutela dell’ambiente: da settembre lanceremo molte altre iniziative finalizzate a proteggere oceani e mammiferi che li popolano, e in futuro vorremmo non solo essere carbon neutral, ma ci piacerebbe avere un impatto positivo sul carbon footprint dell’ICT contribuendo a diminuirlo. Lavoriamo anche a SDG 3, salute, tramite la nostra partnership con Healthy Virtuoso per esempio, ricompensiamo e premiamo lo stile di vita salutare attraverso un connubio di gamification, reward e big data. Non trascuriamo di certo il goal 4, istruzione: tramite i nostri partners di Westudents, aiutiamo ogni studente a puntare al miglioramento scolastico premiandolo. Altri SDGs sui quali puntiamo quelli legati all’economia circolare, al lavoro dignitoso per tutti e alle pari opportunità che hanno bisogno di edutainment, come detto, per aiutare i giovani a inventarsi un lavoro che possa conciliarsi con il rispetto per il pianeta e per le persone che lo abitano.
L’articolo Servizi bancari digitali, innovativi e sostenibili sono realtà: intervista a Ivan Mazzolei, CEO Flowe è stato pubblicato originariamente su Tech Economy 2030 – Digital transformation for sustainability.

Fonte: Techeconomy

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