Le 10 serie del 2020 da recuperare quest’estate

Le 10 serie del 2020 da recuperare quest’estate
13 August 2020 – 15:00

Nell’epoca d’oro della serialità televisiva, escono decine di nuovi titoli ogni settimana. E i ritmi della vita quotidiana, anche quelli degli appassionati più onnivori, spesso fanno fatica a stare al passo con i fitti calendari dello streaming. Ecco perché l’estate può essere un modo per recuperare quelle produzioni che, magari, ci siamo persi nella prima metà dell’anno, in particolare le chicche. Ovvio, nel frattempo diventano disponibili anche nuove ottime stagioni di serie che meritano, come Ozark, The Good Place, Killing Eve, BoJack Horseman, Pose e tante altre, ma qui ci siamo concentrati sulle novità assolute, così da poterle concentrare nei giorni d’agosto:
1. The Mandalorian

Di pochi titoli si è parlato così tanto negli ultimi 12 mesi come di The Mandalorian. La prima serie tv live-action nata dalla galassia narrativa di Star Wars è stata la pietra miliare del lancio della piattaforma Disney+ lo scorso autunno negli Stati Uniti e lo stesso ha fatto con l’arrivo da noi lo scorzo marzo. La popolarità è aumentata ulteriormente grazie al successo virale ottenuto dal suo personaggio di punta Baby Yoda, che ha rischiato quasi di oscurare il protagonista titolare, il mercenario Mandaloriano preposto alla sua protezione. Fra epica western, grandi ambientazioni e continui riferimenti alle varie trilogie, gli otto episodi dall’allure cinematografica sono consigliati a fan e non.
2. The Last Dance

A sorpresa una delle produzioni più viste e apprezzate degli scorsi mesi è la docuserie sportiva The Last Dance, del canale americano Espn e dai noi su Netflix. Al centro: l’incredibile carriera del campione di basket Michael Jordan, in particolare l’ultima stagione con i Chicago Bulls. Grazie alle immagini di repertorio, alle interviste girate oggi e soprattutto ai materiali inediti risalenti al 1997-98, la vita personale e professionale del fuoriclasse viene ricostruita e raccontata con grande pathos e senza nascondere i lati più ombrosi e contraddittori. Difficilmente troverete un racconto più spassionato e avvincente.
3. The Outsider

Continua il fortunato filone di adattamenti sullo schermo delle opere più varie del maestro del brivido Stephen King. Dopo un’infilata di versioni (soprattutto cinematografiche) deludenti, questa miniserie Hbo – trasmessa in Italia su Sky e Now Tv – è davvero centratissima. Merito dello showrunner Richard Price (The Wire, The Deuce) e di un cast d’eccezione che comprende Ben Mendelsohn, Cynthia Erivo e Jason Bateman (lui anche alla regia di alcuni episodi). In una tranquilla cittadina un uomo viene accusato di aver ucciso barbaramente un bambino: le prove sembrano schiaccianti, ma altrettanto evidenti sono quelle della sua innocenza. Il mistero coinvolge una strana e sfuggente creatura.
4. Unorthodox

Intensa, insolita e commovente. Forse, non è proprio una visione leggera e tipicamente estiva, ma Unorthodox è la serie da recuperare, poche storie, se ancora non l’avete divorata (i sei brevi episodi sono disponibili su Netflix). La protagonista è Etsy (Shira Haas): cresciuta in una comunità di ebrei ortodossi a New York, è costretta a un matrimonio e a convenzioni che soffocano le sue ambizioni personali e artistiche. Decide allora di fuggire, direzione Berlino. Ma il suo passato la insegue.
5. The Great

Ricostruzione storica, ma anche parodia: la serie The Great, disponibile su Starzplay, è frutto della vivace immaginazione di Tony McNamara, già sceneggiatore del film La favorita, che sposta la sua attenzione dall’Inghilterra del ’600 alla Russia del ’700. A dare il volto a una giovanissima Caterina la Grande è Elle Fanning, alle prese con ideali romantici clamorosamente infranti dal burbero immaturo marito, lo zar Pietro (Nicholas Hoult). Incomprensioni, intrighi e assurdità sono all’ordine del giorno, così come l’urlo “Huzzah!”.
6. Dispatches From Elsewhere

Disponibile su Amazon Prime Video, questa serie creata e interpretata da Jason Segel – noto per il ruolo di Marshall in How I Met Your Mother – è difficilmente definibile e altrettanto complessa da riassumere. Si può dire, però, che il protagonista, Peter (lo stesso Segel, appunto), vive una vita monotona e insoddisfatta fino al giorno in cui si decide a rispondere a un misterioso annuncio. Da lì sarà una successione di vicende strampalate, al limite dell’assurdo, di incontri originali e insoliti che scompigliano il suo equilibrio. Ecco una produzione di rara creatività, commuove anche nei piani metanarrativi.
7. Little America

Dopo The Morning Show, Little America è forse la più riuscita delle produzioni originali della piattaforma di streaming Apple Tv+. Prodotta fra gli altri da Kumail Nanjiani e Emily V. Gordon (la coppia dietro a The Big Sick), questa serie antologica racconta le vite vere ma spesso poco note degli immigrati negli Stati Uniti, presi in momenti particolarmente importanti, e spesso anche drammatici, della loro quotidianità. Dal campione di spelling, la cui famiglia è rispedita in India per chiedere nuovamente l’asilo, allo studente di origini nigeriane che si veste da cowboy per farsi degli amici in Oklahoma; dal rifugiato siriano omosessuale alla ragazza latina che trova nuova linfa nello sport: sono tutte storie che danno nuovo senso ai limiti, ma anche alle potenzialità dell’american dream.
8. Normal People

Persone normali di Sally Rooney è stato uno dei libri che più ha fatto parlare di sé (e della sua autrice) negli ultimi anni: in estrema sintesi, o lo si ama o lo si odia. Lo stesso si può dire del suo adattamento seriale, a cui ha partecipato la stessa scrittrice, che da noi è disponibile su Starzplay. Co-produzione Bbc-Hulu, racconta fedelmente la complessa amicizia e amore tra due giovani irlandesi, Connell (Paul Mescal) e Marianne (Daisy Edgar-Jones), che intessono la loro relazione tra contraddizioni, maturazioni e delusioni. Si sospira parecchio, a partire dagli attori.
9. Il complotto contro l’America

Come combattere il totalitarismo che si insinua strisciante fra le opinioni della gente? In che modo provare a non sottovalutare un candidato politico fin troppo spaccone e populista per convincere elettori sani di mente? Quando reagire a una discriminazione ormai istituzionalizzata? Ce lo chiediamo spesso oggi anche noi, se lo chiedono soprattutto gli americani dell’epoca Trump, ma se lo chiedeva già nel 2004 Philip Roth quando completava Il complotto contro l’America, un’ucronia in cui nei ’40 era il filo-nazista e antisemita Lindbergh a vincere le elezioni. Da quel romanzo, Hbo ha tratto una miniserie di grandissimo pregio (da noi su Sky e Now Tv), affidata alla scrittura di David Simon ed Ed Burns (The Wire) e a un cast che vanta attori del calibro di Winona Ryder e John Turturro.
10. Tiger King

Complice anche la quarantena, uno dei contenuti Netflix più visti nel mondo la scorsa primavera è stata la docuserie Tiger King, ovvero la storia vera di Joe Exotic, bizzarro e controverso allevatore di grandi felini finito al centro di un altrettanto pittoresco caso giudiziario dopo essere stato arrestato come mandante del (mancato) omicidio della sua acerrima rivale, Carole Baskin, attivista animalista. Il fatto in sé scoperchia un mondo di disagio e alienazione, in cui tigri e affini diventano il catalizzatore di un sottobosco di personaggi, che anche la mente più fervida avrebbe fatto fatica a inventare.
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Fonte: Wired

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