Economia Circolare e Servitization per prodotti più sostenibili

Economia Circolare e Servitization per prodotti più sostenibili
13 Febbraio 2020 – 18:18

Il tema della sostenibilità ambientale sta giocando un ruolo da protagonista nelle strategie economiche e nelle abitudini di consumo. Si sente, infatti, parlare sempre più spesso di riduzione degli sprechi o di recupero dei rifiuti come interventi volti a realizzare un modello di Economia Circolare. Ma di che cosa si tratta? Come evidenziato dalla Ellen Macarthur Foundation, l’Economia Circolare è un cambio di paradigma complessivo, sia nella produzione che nell’utilizzo dei beni, e ha come obiettivo quello di minimizzare il consumo di nuove risorse e la creazione di rifiuti, prolungando il ciclo di vita dei prodotti o trasformandoli nuovamente in materie prime dopo l’utilizzo. Come sottolineato da ENEL, azienda leader dell’Economia Circolare, per ottenere questo risultato è necessario agire in più fasi della filiera produttiva, dal design e dalla selezione di materie prime facilmente recuperabili a un uso più consapevole e attento dei prodotti finali.
L’opportunità della Servitization
Per le aziende manifatturiere, una delle possibili risposte alle esigenze dei propri clienti e al contestuale raggiungimento di sostenibilità, sia economica che ambientale, può essere ricercata nel processo di “Servitization” dei prodotti, ovvero la vendita di servizi innovativi associati ai prodotti.
Questo scenario presenta tre importanti vantaggi:
la Servitization rende economicamente vantaggiosa per le aziende l’estensione della vita utile del prodotto, permettendo di ottenere in modo continuativo i ricavi lungo tutto il ciclo di vita dello stesso e non solo in occasione della specifica transazione. Dal punto di vista aziendale, ciò implica una nuova sfida anche in termini di ricerca e sviluppo, per realizzare prodotti che siano affidabili e duraturi a cui affiancare servizi ricorrenti.
La vendita di servizi a un cliente che già utilizza il prodotto rafforza ulteriormente la relazione nel tempo con il cliente stesso, migliorando la conoscenza che l’azienda ha del cliente e riducendo il rischio che questo passi alla concorrenza con l’acquisto di un nuovo prodotto.
L’offerta di servizi sempre più innovativi e vicini alle esigenze del cliente migliora la percezione che il cliente ha dell’azienda, rafforzando in questo modo il brand della stessa.
Nuovi modelli di business sostenibili
Sfruttando il potenziale offerto dalle tecnologie digitali, per esempio, in Cefriel abbiamo definito alcuni scenari di offerta di servizi che permettono di ottenere risultati in termini di Economia Circolare a partire da prodotti intelligenti. Questi scenari (che potremmo definire “Sercularity – Servitization for circularity”) prevedono tre tipologie di servizi:
Intermediate Service, ovvero la costruzione di servizi “tradizionali” erogati in modo proattivo grazie alle tecnologie digitali. Esempi di Intermediate Service sono la manutenzione preventiva o la riparazione istantanea. Gli Intermediate Service permettono di prolungare il più possibile la durata del prodotto e ottenere congiuntamente ricavi.
Product Use Service, ovvero la cessione al cliente del prodotto in modalità pay-per-use: l’azienda mantiene la proprietà del bene e il cliente ne paga soltanto l’utilizzo. Il prolungamento del ciclo di vita del prodotto incrementa la marginalità dell’azienda che si pone all’inizio e alla fine del ciclo di vita dello stesso. Gestendo anche lo smaltimento a fine ciclo, l’azienda beneficia del recupero di materiali o semilavorati da reimmettere all’interno del ciclo produttivo ottenendo un risparmio economico.
Service as a New Product, ovvero la costruzione di servizi molto innovativi basati su grandi quantità di dati raccolti dall’uso dei prodotti. Questa tipologia di servizi nasce come evoluzione degli Intermediate Service: sfruttando il potenziale dei dati, si fanno evolvere i servizi fino a renderli “nuovi prodotti” a catalogo. Per esempio, un’azienda che produce camion potrebbe vendere servizi di ottimizzazione nella gestione delle flotte con consigli personalizzati basati sullo stile di guida dei diversi autisti. Questa tipologia di servizi avvicina l’azienda alle reali esigenze del cliente, rafforzandone il rapporto fino a renderlo una vera e propria partnership.
Il ruolo delle tecnologie digitali
Per realizzare davvero gli scenari descritti, le tecnologie digitali giocano un ruolo determinante per diverse ragioni:
le tecnologie dell’Internet of Things permettono di rendere i prodotti “intelligenti” e “parlanti” e quindi generatori di dati, ingredienti base per la costruzione dei servizi.
Le tecnologie statistiche avanzate, come il machine learning e l’intelligenza artificiale, consentono di monetizzare concretamente il valore insito nei dati attraverso la costruzione e vendita di servizi a valore aggiunto.
Gli ecosistemi, come E015, permettono di costruire facilmente relazioni digitali con altri soggetti partner per realizzare servizi sempre più innovativi, valorizzando il potenziale offerto dai dati e governando la complessità dell’integrazione fra fonti diverse.
Non va infine dimenticato il ruolo abilitante della cultura digitale. Gli scenari descritti richiedono un cambiamento radicale delle strategie aziendali e del modo di lavorare: per ottenere i benefici in termini di sostenibilità economica e ambientale, è necessario infatti investire sulla formazione di tutte le figure aziendali coinvolte, dalla fase di produzione all’intero processo di vendita.
L’articolo Economia Circolare e Servitization per prodotti più sostenibili è stato pubblicato originariamente su Tech Economy 2030 – Digital transformation for sustainability.

Fonte: Techeconomy

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