5 fumetti dallo spirito ecologista

5 fumetti dallo spirito ecologista
18 January 2020 – 7:13

L’Australia brucia e le conseguenze più tangibili del riscaldamento globale sono, purtroppo, sotto gli occhi di tutti. I temi e le questioni ecologiste sono quanto più urgenti, e ogni occasione per risvegliare le coscienze è la benvenuta. Da anni, (molti) scienziati, (pochi) politici e (mai abbastanza) artisti, intellettuali e attivisti ribadiscono la necessità di un cambiamento strutturale nel modo in cui sfruttiamo le risorse del nostro pianeta. Il mondo del fumetto non è ovviamente estraneo ai temi dell’inquinamento, del cambiamento climatico e dell’impatto umano sulla Terra, spesso esposti e presentati in forme originali e inconsuete, tra divulgazione e voglia di suscitare emozioni. Ecco 5 opere a fumetti caratterizzate da un indomito spirito ecologista.
Concrete, di Paul Chadwick
Concrete è un fumetto inusuale: parte dalla premessa di un protagonista che si trasforma in un’inarrestabile creatura di cemento, e ribalta da cima a piedi tutte le ragionevoli conclusioni che se ne potrebbero trarre, per narrare non già una vicenda di azione e scazzottate, ma di riflessioni serene, relazioni delicate, paesaggi maestosi. Il protagonista titolare Concrete non è un eroe, ma una persona che cerca di comprendere il mondo dall’interno di un’insolita armatura che lo protegge e lo isola al tempo stesso. Lo spirito ecologista sottende all’intera opera, ma è particolarmente evidente nel sesto volume, Pensa come una montagna, in cui il nostro si trova a osservare l’operato del gruppo di attivisti Earth First! al confine con il Canada. Concrete si trova così coinvolto in un tentativo di sabotare e fermare a tutti i costi – anche con la forza – gli operai che minacciano di devastare la foresta. Dovrà scegliere da che parte stare nell’ecoguerra tra le due fazioni, una scelta più difficile di quanto possa pensare (Panini Comics, 7 volumi, ca 200 pp, 15-16 euro cad.).
Vivi e vegeta, di Francesco Savino, Stefano Simeone
È un ben strano webcomic questo vincitore del premio Attilio Micheluzzi 2016: si definisce come un noir vegetariano, ha come protagonisti delle piante antropomorfe, affronta temi adulti e si diverte con giochi di parole degni di una campagna pubblicitaria dell’Esselunga (“odio di palma” e “ti consigliamo di non parlare se non in presenza del tuo avocado“, su tutti). Il consiglio migliore che si possa dare per capirne meglio lo spirito è di leggerlo, online o, se si è affezionati alla carta stampata, procurarsi la raccolta in volumi (Bao Publishing, 168 pp, 17 euro).
Quel che è certo è che, ancora una volta, anche in un mondo noir di piante spesso dedite al crimine, i veri cattivi sono gli umani, creature che nel mondo ideato da Savino sono distanti e al limite della leggenda. Uno stanco ribaltamento di ruoli? Forse, ma in questo caso è alla base della morale ecologista del fumetto, che ci ricorda come il mondo vegetale (e non solo) si fondi su un precario equilibrio troppo spesso infranto dall’uomo.
Umberto, di Holdenaccio
Umberto trae ispirazione dai classici film degli anni ’80, da Et ai Goonies, con tanto di ragazzini coraggiosi alle prese con avventure fantastiche. Diversamente da Stranger Things, però, la graphic novel d’esordio di Holdenaccio non rappresenta solo un tuffo nella nostalgia ma vuole mandare messaggi importanti su temi ecologici e sociali.
Umberto è nato su Urano, un pianeta sfruttato dalla fittizia multinazionale terrestre Urangas come gigantesca riserva di gas. Giunto sulla Terra, il giovane alieno trova un gruppo di ragazzi pronto a combattere contro i piani della megacorporazione, e svelarne i malvagi propositi. Una graphic novel in cui la capitale di Urano, Metown, presenta molte somiglianze con la Taranto dell’Ilva; in cui il problema dell’inquinamento affligge anche lo spazio intorno alla Terra; e in cui gli abitanti di un altro pianeta sono trattati dai terrestri alla stregua di fastidiosi e indesiderati migranti (Bao Publishing, 159 pp, 18 euro).
Nausicaa della valle del vento, di Hayao Miyazaki
Sicuramente il manga più celebre tra le tante opere orientali che trattano del rapporto tra l’uomo e la natura. Nausicaa, nella sua versione cartacea oltre che animata, è una gioia per gli occhi, frutto dell’arte di un ancora giovane Hayao Miyazaki. Narra le vicende di Nausicaa, principessa della Valle del Vento in un mondo post-post-atomico, in cui le radiazioni hanno creato folte giungle tossiche popolate da funghi, piante e giganteschi insetti apparentemente ostili all’uomo. Solo la giovane principessa, capace di guardare oltre l’aspetto mostruoso delle creature che popolano il mondo, è in grado di comprendere l’importante ruolo che le letali foreste svolgono per il pianeta e per tutti gli esseri che vi abitano, uomini compresi. E, forse, questa comprensione sarà sufficiente a evitare una nuova guerra, salvando ciò che resta dell’umanità (Panini Comics, 7 volumi, 136 pp, 12,90 euro cad.).
Non è mica la fine del mondo, di Tuono Pettinato, Francesca Riccioni
Mettiamoci nei panni di un’allegra famiglia di alieni, in visita su un pianeta disabitato, affollato dai resti di una civiltà perduta, distrutta in un distante cataclisma. Quel pianeta è, ovviamente, la Terra, in un futuro in cui le previsioni più catastrofiche e apocalittiche si sono verificate. In un fumetto a metà strada tra fantascienza e divulgazione scientifica, catastrofico ma sempre con un mezzo sorrisetto ironico sulle labbra, Tuono Pettinato e Francesca Riccioni ci conducono in una vacanza tra radiazioni, buco nell’ozono, riscaldamento globale, estinzioni di massa. Per capire come evitare l’apocalisse, o almeno come guardarla negli occhi e riconoscerla prima che si avvicini troppo (Rizzoli Lizard, 144 pp, 17 euro).
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Fonte: Wired

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