Disco Elysium, indagini e politica in uno dei videogiochi più interessanti dell’anno

Disco Elysium, indagini e politica in uno dei videogiochi più interessanti dell’anno
21 November 2019 – 14:50

A volte i videogiochi sono la ripetizione di una meccanica che va avanti da più di 20 anni praticamente identica con una grafica migliorata, altre volte sono Disco Elysium, che prende il concetto di gioco di ruolo, lo porta fuori a bere e lo fa svegliare la mattina dopo con un dopo sbronza tale che non si ricorda neppure chi è.
Ed è proprio così che inizia Disco Elysium, con i postumi di una sbornia particolarmente crudele e autodistruttiva da aver portato la mente del protagonista a un livello così basso da riuscire solo esprimersi con la voce del suo cervello rettile. Il gioco inizia con l’immagine di un uomo in mutande si trascina per casa, cercando i suoi vestiti, fuggendo dalla luce come uno scarafaggio e schifando ciò che vede allo specchio. Citando un grande classico del passato come Planescape Torment, il nostro alter ego non ricorda niente del suo passato, ma tutte le persone attorno a lui continuano a parlargli come se niente fosse, mentre lui cerca di fingere di sapere che cavolo sta succedendo.
Col tempo, un po’ di fortuna e le domande giuste, capiremo che siamo dei poliziotti coinvolti in un brutto caso di linciaggio di una guardia di sicurezza da parte di alcuni lavoratori in sciopero, che viviamo in una città che dopo il fallimento di una rivoluzione si trova governata dai paesi limitrofi e che dovremo muoverci in un ambiente che mescola politica, società e un discreto grado di nichilismo autodistruttivo dovuto a un passato che abbiamo deciso di cancellare a colpi di bottiglia.
Ciò che riusciremo a fare, le domande che potremmo porre, le intuizioni e i fallimenti critici della nostra indagine saranno legati al modo in cui avremo impostato il nostro personaggio, prima di iniziare infatti potremo posizionare i punti in quattro abilità: intelletto, psiche, fisico e coordinazione, cercando di bilanciare il punteggio in modo che o nessuna caratteristica sia particolarmente elevata o potenziandone una a scapito delle altre.
Successivamente, potremo scegliere un’abilità speciale, ce ne sono 24 in totale, che vanno da logica, percezione e velocità di reazione a resistenza, concettualizzazione e autorità. Un personaggio con un’alta autorità potrebbe facilmente mettere sotto pressione un testimone timido e convincerlo a confessare, mentre uno con alta logica può intuire la verità da un’analisi chiara di una scena del crimine. Ci sono anche altre abilità esoteriche come “inland empire” che oltre a citare Lynch consente di trarre ispirazione dai sogni e parlare con oggetti inanimati.
In Disco Elysium non ci sono combattimenti, o meglio, non sono quasi mai palesati come in un classico RPG, ma ogni dialogo e ogni scelta può farci del male o esaltarci. In alcune partite sono morto di infarto cercando di prendere la mia cravatta su un ventilatore, in altre un interrogatorio mi si è rivoltato contro e mi ha spinto così tanto verso la depressione che mi sono ritirato sotto un ponte a tirare le feci ai passanti mentre blateravo della mia ex-moglie. Alcune partite sono durate lo spazio di avere un infarto perché ho cercato di scappare da un barista che voleva dei soldi.
Questo rende Disco Elysium un titolo altamente modulare e, soprattutto, rigiocabile e vasto. Un vero e proprio gioco di ruolo, nel senso di interpretazione di un ruolo da zero, in cui l’amnesia è un espediente narrativo perfetto per mettere in scena il tipo di poliziotto che volete essere: da un genio privo di empatia alla Sherlock Holmes all’alcolista esoterico tipo Rust Cohle passando per la fisicità brutale di John McLane. Scelta dopo scelta potremo decidere chi vorremo essere e il gioco ci incoraggerà a fare delle scelte, anche drastiche. Ogni partita fa storia a sé, ognuna sarà diversa, fatta di mille piccoli dettagli, perché pur essendo un titolo con un’ambientazione molto raccolta, all’interno del microcosmo di questa città immaginaria c’è tantissimo da scoprire e tutto ciò che scopriremo sarà raccontato in maniera sopraffina.
Sì, perché un’altra bellissima caratteristica di Disco Elysium è il modo in cui le cose vengono raccontate, i dialoghi, le situazioni, le intuizioni sono tutte filtrate dal nostro cervello che ci parla come se vivessimo in una sorta di mente bicamerale in cui il giocatore e gli autori dei dialoghi si interfacciano per risolvere la situazione. Se il personaggio percepisce una emozione particolare nella persona di fronte a lui sarà il suo lato più intuitivo a descrivere questo momento. Ed è un bene che tutto ciò sia scritto in maniera spettacolare, perché siamo di fronte a un titolo in cui non solo c’è tanto da leggere e analizzare, ma anche uno grossissimo commento sull’oggi.
Il caso da risolvere è assolutamente una questione politica e offre agli sviluppatori la possibilità di porre al giocatore scelte politiche. Il gioco tiene traccia di quanto il personaggio sia moralista, comunista, fascista o ultraliberista, ma non c’è mai la voglia di bacchettarci per le scelte fatte. L’approccio è ironico, quando viene data l’opzione a favore dell’ideologia preferita è, quasi sempre, una versione estrema di essa. Non esistono percorsi moderati: non c’è spazio per la calma, i comunisti sono tutti pronti a mangiare i ricchi e i liberisti ad affidare al mercato i loro figli, certi che ci penserà la mano invisibile del capitalismo.
Disco Elysium, col suo approccio da Paura e delirio a Las Vegas non è interessato alle scelte binarie e manichee, tipiche della maggior parte dei giochi di ruolo. Prende in giro l’estremismo e allo stesso tempo rimprovera ogni scelta centrista. Oltre a farci divertire nel risolvere un caso, il gioco punta a una discussione sulle dinamiche del potere che strutturano la società e sui cambiamenti sistemici necessari per riparare le iniquità di tali relazioni.

 
Questo è un gioco con un punto di vista specifico, anche se complesso, e non ha paura di ricordartelo anche quando ti lascia spazio per esplorare altre idee, ricordandoti anche che il comportamento totalmente folle che il tuo alter ego può adottare è frutto di un privilegio che molti altri non hanno.
Ci troviamo davanti a uno dei giochi più interessanti, intelligenti e stimolanti degli ultimi anni, senza però alcun tipo di pedanteria. Passa in maniera magistrale dal dramma all’intrigo, dalla commedia dell’assurdo al commento politico nello spazio di poche frasi. Un momento prima sei immerso nei dettagli cupi di una autopsia e quello dopo sei in piena contemplazione metafisica del tuo corpo mentre stai saltando una staccionata, poi arriva il momento grottesco, seguito da una profonda vulnerabilità emotiva che ti scuote nel profondo.
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Fonte: Wired

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