Pro e contro di un’Italia senza contante

Pro e contro di un’Italia senza contante
28 Ottobre 2019 – 9:03

(foto: Smith Collection/Gado/Getty Images).Il governo Conte bis sembra intenzionato a disincentivare l’uso del contante, seguendo una tendenza che sembra inarrestabile nei paesi più avanzati. Il piano è quello di abbassare le commissioni sulle carte di credito e incentivare l’uso della moneta elettronica – anche se non è ancora chiaro come. Il premier ha voluto personalmente spingere per questa battaglia e il tetto dei pagamenti in banconota dovrebbe scendere, in tre anni, da 3mila a mille euro.
L’intenzione dichiarata è quella di ridurre così l’evasione fiscale e tutte le attività illecite. Molti paesi europei quali la Svezia, la Danimarca, la Norvegia e l’Inghilterra stanno portando avanti il progetto di una economia senza contante. L’Italia, invece, secondo un articolo de Lavoce.info, “parte da una posizione estremamente arretrata: l’86 per cento delle transazioni in termini di volume e il 68 per cento in termini di valore avviene ancora in contanti, mentre il rapporto circolante/Pil è in continua ascesa”. Le ragioni sarebbero da attribuire all’arretratezza digitale del paese e la confusione legislativa, che ha fatto sì che la soglia ai trasferimenti in contanti cambiasse otto volte negli ultimi 15 anni. E se dal 2016 gli esercenti e i professionisti hanno l’obbligo di detenere un Pos e non possono rifiutarsi di accettare pagamenti digitali sopra i 5 euro, il sistema di deterrenza praticamente non esiste.
La guerra al contante provoca inevitabilmente , che però in Italia assumono la forma di fronti inaspettati. Tra i detrattori della campagna anti-contante ci sono sia esponenti sovranisti che liberisti: se per i primi una tassa sul contante sarebbe regressiva, poiché colpirebbe di più gli anziani e i meno alfabetizzati dal punto di vista informatico, per i secondi invece così si aggiungerebbe un ulteriore fardello burocratico su molte microimprese. I favorevoli all’iniziativa rispondono che in questo modo i più vulnerabili sarebbero tutelati dalle rapine e dalle piccole truffe spicciole, e che l’abolizione del contante comporta effetti benefici sulla corruzione, ma anche l’aumento dell’efficienza per le banche in termini di costi.
Secondo diversi studi, fare in modo che i cittadini vadano in giro con meno monete e banconote in tasca riduce effettivamente certi tipi di reati che sono necessariamente fisici come gli scippi, le rapine e i furti in casa. Ma allo stesso tempo sembra che l’assenza di contante favorisca l’aumento di reati come le truffe su internet e la clonazione delle carte di credito.  Se la tracciabilità dei pagamenti è uno strumento di lotta all’illegalità apparentemente più semplice ed efficace della fatturazione o dello scontrino elettronico, dal momento che riduce i costi di monitoraggio, certamente non risolve tutti i problemi legati ai grandi evasori o alla malavita organizzata, che hanno altri mezzi per far perdere le tracce dei pagamenti.
Ma esiste davvero un’ampia evidenza sui benefici che un’economia senza contante produce sull’evasione fiscale, sulla lotta alla corruzione e sull’economia sommersa?  Leggendo gli esperimenti compiuti in paesi come l’India o la Nigeria – dove le tangenti sono endemiche – pare che la modernizzazione dell’apparato istituzionale e l’aumento dei pagamenti elettronici vadano di pari passo, ma non siano necessariamente correlati.
Laddove l’uso del contante è stato disincentivato espressamente per combattere la corruzione, aumentare la trasparenza delle transazioni non ha avuto effetti significativi nel momento in cui i cittadini non sono stati cooperativi. Qualsiasi policy senza il sostegno della comunità a cui è riferita rischia di fallire e creare una rete di sistemi alternativi per aggirarla. Una società cashless ha bisogno di istituzioni forti, di un sistema di cyber-sicurezza affidabile e di un sistema bancario solido.
Cosa succede nel resto d’Europa? Sui 28 paesi dell’Ue, solo 12, Italia compresa, prevedono limiti all’uso del contante. A un estremo ci sono Francia, Portogallo e Grecia, che sono i più restrittivi, all’altro i paesi dell’Est, in particolare Polonia, Repubblica Ceca e Croazia, che sono i più permissivi. Tra quelli senza limiti c’è anche la Germania. In Portogallo il tetto è fissato a 1000 euro – lo stesso cui dovrebbe arrivare l’Italia nel 2022. Mille euro anche in Francia (ma sale a 15mila per i non residenti). In Spagna il limite è a 2500 euro (anche qui, 15mila per i non residenti).

È significativo forse come il regno del cashless sia la Cina guidata da un partito comunista, dove il governo fa andare di pari passo la pianificazione statale dell’economia con il controllo sociale mediato dalla tecnologia. Ce lo ha ricordato, pur senza essere così esplicito, l’ex sottosegretario della Lega Michele Geraci, vicino a quei 5 Stelle che spingono per far salire l’Italia sul treno della Belt & Road Initiative, che ha postato la foto di un senzatetto del gigante asiatico che chiedeva l’elemosina col Pos.

In Italia ho trovato dopo essere stato via 30 anni, il #medioevodellatecnologia. Oggi parliamo di come far usare #cartedicredito (inventate decenni fa), mentre in #Cina, anche i vagabondi usano #CodiceQR per ricevere elemosina. pic.twitter.com/ZpBoRp8BJv
— Michele Geraci (@michele_geraci) September 28, 2019

Quella dell’abolizione totale del contante è insomma un’idea che bisogna valutare con laicità, senza considerarla né una panacea né uno scandalo. Sarebbe una rivoluzione solo se accompagnata da una serie di riforme e controlli che ne garantiscano i vantaggi, giustificando la mutilazione che molti subirebbero in termini di privacy. Ma risolverebbe una serie di problemi che affliggono in maniera endemica il nostro paese? È ancora tutto da dimostrare. Non si può inoltre non considerare la realtà: intere zone del paese (soprattutto al Sud, ma non solo) sopravvivono grazie al nero. Eliminare il contante quindi rischia – nel caso peggiore – di ridurre sul lastrico milioni di persone, e di dare il colpo di grazia all’economia di una larga fetta della popolazione.

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Fonte: Wired

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