Vespa, la Rai dedichi una puntata per spiegare l’assurda intervista a Lucia Panigalli

Vespa, la Rai dedichi una puntata per spiegare l’assurda intervista a Lucia Panigalli
20 September 2019 – 12:19

(Fermo immagine da Rai Play)“Quando mi sono rivista a casa mi sono sentita veramente male e offesa non solo per me ma per tutte le donne che, come ha detto Vespa, non sono state fortunate come me”. Lucia Panigalli, la donna che vive sotto scorta dopo che l’ex partner nel 2010 ha tentato di ucciderla e non ci è riuscito solo per caso, certo non per “rispamiarla” come paventato da Bruno Vespa lo scorso 17 settembre, è intervenuta sull’intervista che ha concesso appunto al conduttore di Porta a porta: “I tempi televisivi non mi hanno dato modo neanche di raccogliere le idee e di capire che le sue affermazioni potevano avermi disturbato“. E ancora: “Mi è stato chiesto di rivivere le fasi più truci dell’aggressione subita, senza quasi darmi modo di spiegare il motivo vero per cui mi trovavo in quello studio e senza che si cogliesse l’estrema drammaticità di quanto patito“.
Per la cronaca, basti dire che finito in carcere l’uomo ha tentato di assoldare il suo compagno di cella come sicario. Un vero incubo, quello di cui si raccontava, maltrattato dal giornalista con toni, approcci e domande fuori da ogni logica, irrispettose, irritanti, violente. Come spesso accade nei media italiani, in grado di ribaltare i ruoli fra vittima e aspirante assassino.
Un disastro, sotto ogni punto di vista, l’intervista di un paio di giorni fa. All’insegna della minimizzazione più assoluta, costellata di passaggi surreali, che hanno mescolato compassione e sufficienza. Rimarcando la durata del rapporto con l’uomo prima del tentato omicidio, come fosse un elemento di maggiore o minore autorizzazione all’atto violento (“un bel flirtino”), evitando di parlare dell’omicida ma spostando in continuazione il focus sulla vittima, incalzata sulle ragioni dell’innamoramento, fino al passaggio più doloroso: “Però se avesse voluto ucciderla l’avrebbe uccisa!”.
L’Ordine dei giornalisti ha avviato un procedimento disciplinare per i toni e le domande di quella porzione del programma. Condanne anche da Fnsi e Usigrai, oltre che da più fronti coinvolti, comprese le associazioni che si occupano dell’assistenza alle donne vittime di violenza. Più che scusarsi, il giornalista ha come spesso gli accade contrattaccato: “È gravissimo che si voglia estrapolare una frase da un dialogo complessivo di grande solidarietà e rispetto – ha spiegato a caldo – sorpreso e indignato da alcune reazioni alla mia intervista di ieri sera alla signora Lucia Panigalli”.
Al contrario, l’amministratore delegato di viale Mazzini, Fabrizio Salini, ha spiegato di condividere “la forte contrarietà suscitata dai toni dell’intervista realizzata da Bruno Vespa alla signora Lucia Panigalli”. Per aggiungere: “Prendo atto che lo stesso Vespa si è scusato per gli equivoci. Ribadisco che la Rai e tutte le sue strutture, a cominciare da Porta a Porta, devono aderire alla linea editoriale dell’azienda che condanna fermamente la violenza, di qualsiasi natura, in ogni forma e modo, e che considera la difesa e la tutela dei diritti delle donne un principio imprescindibile e indiscutibile della Rai, su cui non sono mai tollerabili equivoci. Assicuro che saranno svolti tutti gli approfondimenti necessari per fare chiarezza sulla vicenda”.
Primo: queste scuse non le abbiamo proprio sentite. Si è trattato, appunto, di duri contrattacchi. “Alla fine della trasmissione e prima della dichiarazione del suo avvocato, la signora Panigalli mi ha ringraziato con molta cordialità” ha per esempio dichiarato Vespa, che ha ricordato di essersi dimesso dalla Fnsi tre anni fa per il pregiudizio nei suoi confronti.
Se possibile, ha caricato ancora di più la pessima prestazione professionale, rivelando dettagli del dietro le quinte in modo piuttosto miserevole: “Alla nostra collega che la ringraziava al telefono per la partecipazione, ha risposto testualmente: ‘Sono io che ringrazio voi‘. Se a 24 ore di distanza ha ritenuto di smentire se stessa e il proprio avvocato dicendo di essere frastornata e di non aver capito quanto era accaduto in studio, è facile immaginare una strumentalizzazione ai suoi danni“. Insomma, non solo la donna è stata “fortunata” a essere stata risparmiata ma sarebbe anche un burattino nelle mani di qualcuno che intenda aizzarla contro il celebre giornalista. Che giri, per non voler ammettere un pesante passo falso.
Tornando alle parole di Salini, sarebbe il caso che questi approfondimenti e inchieste che dovrebbero servire a “fare chiarezza” anche quando è tutto fin troppo chiaro partorissero qualcosa di utile. In questo caso l’unico gesto utile della Rai sarebbe uno: sottrarre una serata di Porta a porta, o anzi assegnarla a un altro conduttore, e ripercorrere l’intera intervista, punto per punto, parola per parola, con gli esperti giusti in studio. Non le solite maschere da rissa verbale. Servirebbe un lavoro educativo: un’attenta esegesi visiva di quanto è accaduto. Per spiegare come mai molti di quei passaggi fossero inaccettabili. Le polemiche mascherate da scuse e le note degli uffici stampa non bastano più: servono gesti concreti.
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Fonte: Wired

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