I ritmi inconsueti dello Sponz Festival di Vinicio Capossela

I ritmi inconsueti dello Sponz Festival di Vinicio Capossela
28 August 2019 – 14:57

Vinicio Capossela, uno degli ospiti che si esiberanno al Wired Next Fest Firenze, a Palazzo Vecchio dal 28 al 29 settembre, è anche il creatore di un evento unico nel suo genere: lo Sponz Festival di Calitri, in provincia di Avellino.
Giunto alla settima edizione – tenutasi dal 19 al 25 agosto proprio in Alta Irpinia – lo Sponz per la prima volta ha anche coinvolto i comuni di Cairano, Lacedonia, Sant’Angelo dei Lombardi, Senerchia e Villamaina in una settimana senza sosta fra musica, teatro, performance, reading, proiezioni, escursioni in bici, trekking e laboratori per bambini.
Assistere allo Sponz è un’esperienza rigenerante. Devi lasciarti alle spalle tutto lo stress dell’anno lavorativo e rilassarti: “Come quando metti a mollo il baccalà che dopo un po’ si ‘sponz’, si rilassa”, per dirla come raccontato dallo stesso Capossela.
Ed è proprio in questa esaltazione della lentezza che si racchiude il senso di un evento comunitario dove il più grande valore è stato averci ricordato quanto sia importante – oggi più che mai – concepire utopie quotidiane (ri)costruendo luoghi in cui il dubbio si fa opportunità, dove la complessità diventa un diritto da contrapporre ad un’eccessiva semplificazione del quotidiano e dove accrescere equità intergenerazionale e senso comune sono le armi migliori per evitare un nuovo spopolamento del Mezzogiorno.
Sponz è un festival che ti disorienta sin dalle prime battute perché ti inerpichi sulle colline dell’Irpinia per assistere a una kermesse musicale e invece diventi testimone di un evento che da anni lotta contro le forze omologatrici della società contemporanea, mettendo in scena dinamiche di rigenerazione urbana, e soprattutto umana, che esaltano un senso di comunità contagioso.
Il tema di quest’anno era il Sottoterra, inteso come luogo della fertilità, della memoria collettiva e delle ritrovate radici. Una tematica affascinante che, attraverso l’utilizzo di modalità familiari come una processione cittadina ha permesso a Trenodia, a cura di Mariangela e Vinicio Capossela, di sfilare tra i paesi dell’Alta Irpinia lavorando collettivamente sul pianto per tutto ciò che è in pericolo di vita nel nostro mondo. Laboratori e momenti di formazione, a cura della Libera università per ripetenti, hanno raggiunto il momento più alto grazie all’incontro con Mimmo Lucano e al racconto del progetto Riace (unitamente alle sue tristi vicende personali).
La musica era ovviamente il principale legante dell’intero festival con una programmazione fittissima in cui si suonava dappertutto. Piazze, campi e grotte sono stati i paesaggi che hanno visto avvicendarsi artisti apparentemente lontani fra loro ma che insieme hanno saputo interpretare pienamente lo spirito di questo festival. Da Enzo Savastano a The Andrè, da Neri Marcorè a Livio Cori fino Morgan e Peppe Leone, Almamegretta, Flaco Maldonado e Friestk per assistere infine alla maratona di Capossela, un concerto lungo sei ore con la partecipazione di Micah P. Hinson, Daniele Sepe e Roy Paci.
Lo Sponz è un festival da non farsi scappare almeno una volta nella vita, realizzato con sacrificio e amore verso quei centri storici sempre più rinsecchiti dalla migrazione giovanile, dove per rilanciare i propri territori ci vuole “curagg’ e cor r can”.
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Fonte: Wired

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