Esiste una tecnologia per fare pagamenti veloci in bitcoin: come funziona il lightning network

Esiste una tecnologia per fare pagamenti veloci in bitcoin: come funziona il lightning network
5 Giugno 2019 – 9:25

Ma com’è che i bitcoin, a più di 10 anni dalla loro invenzione, non sono ancora diventati un metodo di pagamento diffuso? Di risposte a questa domanda non ce n’è una sola. Potrebbe dipendere dalla volatilità del loro valore. Il fatto che nell’ultimo mese il prezzo di un bitcoin sia passato da 4.500 euro a circa 7.000 va in questa direzione. Oppure dal fatto che gli altri sistemi di pagamento digitali negli ultimi anni si sono evoluti.
C’è anche chi dà la colpa al “sistema” che ha fatto di tutto per mettere un freno alla madre di tutte le criptovalute (in alcuni paesi è guerra aperta). Ma quasi tutti gli esperti concordano che il limite vero dei bitcoin come strumento di pagamento sta nel troppo tempo richiesto dalle transazioni. In teoria la velocità massima è di 7 transazioni al secondo, ma in media la blockchain ne processa 3 o 4. Se si pensa che la Visa, in un secondo, di transazioni ne fa 24.000 (fonte: Howmuch.net), si coglie tutto il limite dei bitcoin come mezzo di pagamento. Ma qualcosa potrebbe presto cambiare.
Per ovviare al problema della scalabilità della blockchain e rendere più veloci le transazioni con i bitcoin, i “nipotini” di Satoshi Nakamoto hanno messo a punto vari stratagemmi. Quello che ad oggi sembra essere il più promettente è il lightning network, che semplifica gli scambi in bitcoin tra utenti.
Come funziona il lightning network?
In pratica, operare su questo network consente a due utenti di stabilire un canale di pagamento (payment channel) tra loro, velocizzando le transazioni ed eliminando (o abbassando di molto) le tariffe di scambio. Questo è possibile grazie alla creazione di una sorta di portafoglio condiviso dove far passare i bitcoin e altre criptovalute, senza scomodare i miner (coloro che coniano le valute), che si limiteranno a registrare solo il saldo finale sulla blockchain dopo che il canale verrà chiuso da uno dei due utenti.
Semplificando, possiamo dire che fino a che operano sul lightning network, gli utenti è come se si scambiasserò dei “pagherò” che diventano bitcoin dopo che la blockchain conferma la transazione. Il tutto naturalmente mediato da sistemi di sicurezza che garantiscono alle due parti in causa di non essere frodate.
Perché network?
L’uso della parola network invece di channel si spiega col fatto che una volta aperto un canale di pagamento con un altro utente, può essere usato come ponte per fare un pagamento a un utente a cui è collegato, senza dover aprire un ulteriore canale e così via, ricorrendo anche a più intermediari, fino a dare un significato nuovo alla teoria dei 6 gradi di separazione.
Limiti e vantaggi del lightning network
Se un lato, aprire canali diretti tra utenti della rete bitcoin semplifica e velocizza le procedure, agire “offchain” (fuori dalla blockchain) comporta inevitabilmente qualche rischio in più legato alla sicurezza, il che induce a pensare che il lightning network potrebbe rivelarsi utile in futuro soprattutto per le piccole transazioni, lasciando a quelle grandi la via tradizionale.
Ma il lightning network potrebbe anche essere una fonte di guadagno per chi vi partecipa. Se il passaggio di fondi tra due utenti è gratuito, chi si presta a far da ponte tra altri utenti potrebbe guadagnare una piccola fee.
Come si accede al lightning network?
Oggi il lightning network è una tecnologia ancora sperimentale e vi si effettuano scambi per poco più di mille bitcoin (sopra i 7 milioni di euro), ma il numero di canali e nodi è in costante aumento, come rivela il sito 1ml, che tiene il conto in tempo reale. Il modo più facile per operare sul lightning network è usare app wallet specifiche come Eclair (Android) o Blue Wallet (iOs e Android).
Per diffondere la cultura dei lightning network, qualche mese fa alcuni famosi bitcoiner hanno preso a passarsi una versione virtuale della torcia olimpica (lightning torch) via Twitter: ad ogni passaggio il valore della torcia aumentava di 10mila satoshi (circa 34 cent di dollaro), pagati da chi si apprestava a possederla, fino a raggiungere i 150 dollari di valore da destinare in beneficenza. Un modo per far conoscere le potenzialità del lightning network ma anche per scoprire strada facendo eventuali bug, che potrebbero limitarne la diffusione. Per ora il bilancio è positivo, ma è ancora presto per dire se i bitcoin hanno finalmente trovato la via per diventare un mezzo di pagamento “popolare”.
 
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Fonte: Wired

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