Papa Francesco e la nuova legge contro gli abusi sessuali in Vaticano

Papa Francesco e la nuova legge contro gli abusi sessuali in Vaticano
10 Maggio 2019 – 9:01

Papa Francesco durante l’udienza generale in Piazza San Pietro (foto: Massimo Valicchia/NurPhoto via Getty Images)Continua la lotta di Papa Francesco contro gli abusi sessuali. Il pontefice ha varato un motu proprio, cioè una legge della Chiesa cattolica, che impone a tutte le religiose e ai religiosi, di qualsiasi ordine, di denunciare gli abusi segnalandoli alle autorità ecclesiastiche, che dovranno dotarsi di adeguati sportelli.
“I crimini di abuso sessuale offendono Nostro Signore causano danni fisici, psicologici e spirituali alle vittime e ledono la comunità dei fedeli. Affinché tali fenomeni, in tutte le loro forme, non avvengano più, serve una conversione continua e profonda dei cuori, attestata da azioni concrete ed efficaci che coinvolgano tutti nella Chiesa”, ha affermato il papa.
Che cosa cambia, da oggi
La legge specifica che bisognerà denunciare chi è in possesso di materiale pedopornografico, chi commette abusi, sessuali e non, su un minorenne o un maggiorenne, e chi cerca di coprirli, come avvenuto a più riprese in passato. Bisognerà quindi rivolgersi all’autorità ecclesiastica qualora si venga a sapere che un religioso ha molestato o usato violenza su un bambino, un adolescente, una suora, un seminarista o un suo collega, e anche se si conosce chi lo ha protetto.
La legge non indica una procedura particolare ma parla genericamente di “uno o più sistemi stabili e facilmente accessibili al pubblico per presentare segnalazioni, anche attraverso l’istituzione di un apposito ufficio ecclesiastico”. Le persone che si faranno avanti verranno tutelate per non essere sottoposte a “pregiudizi, ritorsioni o discriminazioni”. Per quanto riguarda i presunti colpevoli, invece, resta ferma il principio giuridico della presunzione d’innocenza. L’autorità ecclesiastica dovrà però avviare un’indagine interna: verrà affidata all’arcivescovo metropolita, ovvero all’arcivescovo che presiede le grandi arcidiocesi, come ad esempio quella di Milano.
Il cardinale Marc Oullet ha detto a proposito del motu proprio che il documento non chiede nulla di nuovo ai sacerdoti (anche prima di questa legge, ai religiosi si chiedeva di denunciare), ma cerca di combattere un presunto atteggiamento respingente nei confronti dell’applicazione della legge. “Abbiamo detto per anni che i sacerdoti devono adeguarsi a certe regole strette e perché i vescovi e altri nella gerarchia ecclesiastica non dovrebbero farlo? Si tratta non solo di una legge, ma di una profonda responsabilità”, ha spiegato Oullet.
Un punto molto importante del testo riguarda la definizione di “persona vulnerabile”. La legge estende, infatti, questo concetto includendo nella categoria anche chi è incapace di intendere o di volere per una fase transitoria, e chi ha disabilità fisiche.
Il caso delle suore maltrattate
Il supplemento mensile dell’Osservatore romano, Donne chiesa mondo, diretto da Lucetta Scaraffia, in un’inchiesta molto discussa l’anno scorso ha documentato che molte suore in servizio presso gli alti prelati vengono trattate al pari di serve e spesso non hanno nemmeno tempo per pregare.
A febbraio scorso il supplemento ha denunciato che alcune religiose sono anche rimaste incinte a causa delle violenze perpetrate dai religiosi – talvolta nomi importanti della gerarchia ecclesiastica – e hanno deciso di abortire, mentre altre avrebbero portato avanti le gravidanze.
Gli abusi, sessuali e non, sulle suore, non sono d’altronde una novità totale. I primi casi sono venuti alla luce già nei primi anni Novanta. Papa Francesco, però ha ammesso questo problema di recente, proprio a seguito dell’articolo pubblicato da Donne chiesa mondo.
Lo scorso 26 marzo, tutto lo staff di Donne Chiesa Mondo si è dimesso. “Sul quotidiano siamo scomparse e ci hanno delegittimato. Evidentemente la nostra linea dà fastidio”, aveva dichiarato a Repubblica Scaraffia.
Cos’altro si muove nella Chiesa
Questa legge arriva dopo un’importante riforma in tema pedofilia. Il 29 marzo scorso Bergoglio ha infatti promulgato un altro testo col quale ha introdotto l’obbligo di denuncia penale per tutti i pubblici ufficiali, l’obbligo di portare avanti l’azione penale indipendentemente dalla volontà della vittima, il decadimento della prescrizione sui reati di questo tipo e il licenziamento di chi risulterà colpevole.
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Fonte: Wired

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