Come va l’uso del taser nel resto del mondo?

Come va l’uso del taser nel resto del mondo?
15 April 2019 – 11:23

Il taser è una pistola elettrica che immobilizza la persona colpita per alcuni secondi (foto: Boris Roessler/picture alliance via Getty Images)Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha annunciato che a partire da giugno tutte le forze di polizia in Italia avranno in dotazione il taser. La pistola elettrica che paralizza brevemente la persona che viene colpita dalla sua scarica è già stata sperimentata per un periodo di tre mesi in dodici città italiane: Bologna, Brindisi, Caserta, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Reggio Emilia e Torino.
L’Onu la considera uno strumento di tortura ma nel mondo sono già più di 100 i paesi che l’hanno adottata. Tra questi ci sono il Kenya, gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia. In Europa, invece, lo utilizzano già Grecia, Regno Unito, Germania, Repubblica Ceca e Finlandia.
Il taser in Europa
La pistola elettrica è stata introdotta per la prima volta nel Regno Unito nel 2004. Allora, potevano utilizzarla solo gli agenti in Inghilterra e in Galles, e per un numero limitato di operazioni nel caso in cui la loro vita o la sicurezza pubblica fosse in pericolo. Con gli anni, il suo impiego è stato esteso e nel 2017 il ministero dell’Interno lo ha inserito come dotazione alle forze di polizia.
In Spagna, l’utilizzo del taser è stato annunciato a maggio 2018, mentre in Germania è ancora in corso la fase di sperimentazione, iniziata nel 2017. Deutsche Welle scrive che fino ad allora la pistola poteva essere impiegata solo da alcuni corpi speciali. In quell’anno Berlino ha però deciso di estendere il suo impiego anche agli altri agenti, per un periodo di prova di tre anni. Da allora, altre città hanno seguito il suo esempio per scongiurare l’utilizzo delle armi da fuoco.
Secondo uno studio dell’università di Cambridge, citato dal Guardian, la pistola ha aumentato, fino quasi a raddoppiarlo, il rischio che la polizia usi la violenza e che gli agenti vengano aggrediti. Secondo Barak Ariel, uno dei ricercatori, la presenza di armi può infatti aumentare l’aggressività di un sospettato.
Il caso degli Stati Uniti
Il taser è utilizzato anche negli Stati Uniti, dove lo scetticismo dell’opinione pubblica nei confronti di questa arma è in crescita. Secondo Reuters, il dipartimento della contea di Los Angeles ha pubblicato nuove linee guida in cui ricorda agli agenti che il ricorso alla pistola è giustificato solo quando la sicurezza di qualcuno è in pericolo. Il dipartimento di polizia di Cincinnati ha invece risarcito una famiglia con 22mila dollari dopo che la figlia undicenne di una coppia era stata colpita con una scarica elettrica da un’agente. In quel caso, il poliziotto aveva utilizzato il taser perché la bambina – che aveva rubato in un supermercato – era fuggita e non aveva obbedito all’ordina di fermarsi.
A San Francisco, invece, il taser non si utilizza ancora anche se è stato approvato perché non è ancora stato sbloccato il finanziamento per acquistarlo. La situazione è diventata ancora più complessa dopo che un ragazzo è morto in uno scontro con alcuni agenti di polizia a Chula Vista, in California, dopo essere stato colpito da un taser.
Sembra, invece, che non ci siano stati particolari problemi a San Marino, il piccolissimo stato che confina solo con l’Italia, e utilizza il taser ormai da qualche anno. Come riporta San Marino RTV, nella piccola città stato l’arma è stata introdotta nel 2014 ed è in dotazione a tutti e due i corpi di polizia, la gendarmeria e la polizia civile.
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Fonte: Wired

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