I Ferragnez nella Treccani: operazione culturale o di marketing?

I Ferragnez nella Treccani: operazione culturale o di marketing?
13 Febbraio 2019 – 15:20

Lo scorso anno la parola “influencer” è entrata nel dizionario Zingarelli, edizione 2018:Influèncer : [vc. ingl. dal v. to influence ‘influenzare’  2007]
s. m. e f. inv.● personaggio che, grazie alla sua popolarità spec. sui social network, è in grado di esercitare un influsso sulle scelte di settori dell’opinione pubblica CFR. influente nel sign. B, opinion leader
Il termine inglese è salito agli onori della cronaca grazie al crescere dell’importanza dei protagonisti del web sui canali social e, a favore della sua presenza nelle pagine del celebre volume, va ricordata anche la sua difficile traduzione in Italiano. “Influenzatori” non rende pienamente l’idea del ruolo e significato dei creatori dei contenuti nella nuova era del digitale. Legittima e utile quindi l’introduzione nel celebre dizionario di una parola di “origine tech” spesso abusata, di moda e di cui in tanti, non solo oltre la soglia degli ‘anta, si chiedono il significato preciso.
NOTO, ITALY – AUGUST 31: Chiara Ferragni and Fedez attend the pre wedding party on August 31, 2018 in Noto, Italy. (Photo by Claudio Lavenia/GC Images)Lo stesso era stato anni prima con “googolare” che indica l’attività con cui cerchiamo qualcosa sul motore di ricerca Google. Verbo ormai di uso comune e attività con una rilevanza fondamentale nella nostra vita quotidiana, sia quando cerchiamo un ristorante, vogliamo acquistare un’auto o ci prepariamo ad un incontro di lavoro con sconosciuti. Il prima passo è sempre Gooogle.com, al punto che è stato introdotto un acronimo ZMOT (Zero Momento of Truth) che indica proprio il “momento zero” con cui cerchiamo qualcosa su Google prima di procedere in una qualsivoglia attività.
Notizia di queste ore l’introduzione del termine “Ferragnez”, soprannome della celebre coppia Ferragni-Fedez, nell’enciclopedia Treccani. La coppia è ormai celebre a chiunque dopo il loro matrimonio ed è uno specchio dei nostri tempi, di un’epoca in cui i media dominanti sono i social, come in passato era stato per altre coppie, prima tra tutte Albano e Romina, con la TV.
L’ingresso del nickname nell’enciclopedia sancisce l’importanza del fenomeno influencer, ma senza nulla togliere ad una molto determinata imprenditrice di successo del web e al suo compagno, viene da chiedersi: se ne sentiva il bisogno? Il termine ha bisogno veramente di spiegazione?
L’impressione è che anche i simboli sacri della nostra cultura abbiamo imparato la lezione del web e dell’influenza tramite i social e con una furba operazione di marketing siano ormai in grado di cavalcare i nuovi trend, svecchiare la loro immagine e proporsi ad un nuovo tipo di pubblico.
“L’influencer è morto” titolavano a fine estate alcune testate online negli States riferendosi al calare dell’utilizzo nei nomi top da parte delle aziende in favore dei “micro”. “Lunga vita all’influencer” sarebbe invece il caso di dire, anche in dizionari ed enciclopedie.
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Fonte: Wired

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