Gilet gialli d’Italia: chi sta coi manifestanti francesi qui da noi

Gilet gialli d’Italia: chi sta coi manifestanti francesi qui da noi
10 dicembre 2018 – 15:00

Mentre tutto il mondo si interroga sulla natura delle proposte dei gilet gialli e sull’opportunità di appoggiare la protesta che da settimane infiamma le strade di Parigi, una parte della politica italiana sembra avere le idee piuttosto chiare. A partire dal Coordinamento nazionale dei gilet gialli Italia, un movimento nato su una piattaforma molto simile all’originale francese, che vanta già le simpatie dell’ex generale Antonio Pappalardo e dell’esule a 5 Stelle Ivan Della Valle. Ma fuori dal coordinamento non sono poche le personalità ad aver preso una posizione più o meno favorevole al movimento dei manifestanti francesi.
Casapound e Potere al popolo
Nel weekend si è scatenata una polemica sul web nei confronti della pagina Hipster Democratici, per un suo meme che rappresentava Casapound e Potere al Popolo come i personaggi della serie televisiva Bojack Horseman, nella famosa scena del “crossover episode“. Per uno strano rincorrersi di circostanze, infatti, i due partiti italiani sabato erano contemporaneamente presenti alla grande manifestazione di Parigi per sostenere le istanze dei gilet gialli, scatenando l’ironia della popolare pagina Facebook.
I movimentisti a 5 Stelle
Nei giorni precedenti un autorevole endorsement alla protesta era arrivato da Beppe Grillo, che al Fatto Quotidiano aveva confidato di considerare molto vicine le istanze dei francesi a quelle del Movimento 5 stelle. “I gilet gialli” – aveva detto il comico – “hanno venti punti di programma, non parlano solo di tasse, vogliono il reddito di cittadinanza, pensioni più alte. Tutti temi che abbiamo lanciato noi”. A fargli eco, a stretto giro, ci ha pensato Alessandro Di Battista con un post Facebook in cui considera “sacrosante” le proteste di piazza nei confronti di quella che definisce “stramaledettissima globalizzazione“, incitando proprio i suoi compagni di partito a dare il massimo supporto a “questo movimento di cittadini francesi che chiede diritti, salari giusti, la fine dell’impero delle privatizzazioni e il controllo della finanza da parte degli stati“.
Gli altri
A comprendere le ragioni – ma non le modalità, si precisa – della protesta c’è anche il centrosinistra, con Paolo Gentiloni che su Twitter parla di “forgotten men contro uomo di Davos, somewhere contro nowhere, le elites arroganti“, ma che non condivide le devastazioni, schierandosi con la polizia. Meno netto è Matteo Salvini, che pur condannando le violenze riconosce le radici del disagio sociale, riferendosi ai gilet gialli come a “dimenticati, migliaia di persone perbene che sono state massacrate dal governo francese” nel corso della trasmissione Mezz’ora in più di Lucia Annunziata.
A vario titolo, hanno dimostrato simpatie per le recriminazioni anti-Macron anche Gianluigi Paragone – ex giornalista ed oggi parlamentare pentastellato – che con un video ha criticato la copertura mediatica delle proteste; il leader di Forza Nuova Roberto Fiore; Giancarlo Nardozzi – presidente del Goia, il gruppo indipendente degli ambulanti italiani – il filosofo Diego Fusaro e Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma che si è fatto immortalare con il gilet simbolo della protesta nel corso del meeting della sua nuova creatura politica Cantiere Italia.
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Fonte: Wired

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