La sinistra riparta da Pamela Anderson

La sinistra riparta da Pamela Anderson
6 dicembre 2018 – 15:00

Karl Marx, Lenin, Mao Tse-Tung e Pamela Anderson. Un nuovo nome sta prepotentemente entrando nel pantheon storico della sinistra: l’attrice è passata dalle spiagge assolate della California di Baywatch, in cui tutti ce la ricordiamo, all’arena spietata della politica. Davvero: da un paio di giorni Pamela ha messo nel mirino la politica europea, ergendosi a commentatrice dell’attualità internazionale.
Quello che sorprende – almeno chi non conosceva l’impegno politico, ambientalista e animalista dell’attrice – è la profondità e la serietà della sua visione: una delle icone – se non l’icona – dello stereotipo della bionda-sexy si è dimostrata in grado di commentare i grandi temi della politica meglio, a occhio, di almeno tre quarti dei grandi opinionisti nostrani, tutti maschi e canuti.

The solution is not more Macron or more Salvini, the actually need each other and reinforce each other, the solution can only be a Pan-European awakening across borders and nationalities,which would be able to tackle the deep economic, social and ecological crisis of Europe today
— Pamela Anderson (@pamfoundation) 5 dicembre 2018

Non è la prima volta che Pamela Anderson fa parlare per le sue posizioni politiche: un anno e mezzo fa aveva per esempio offerto il suo endorsement al candidato francese di estrema sinistra Jean-Luc Mélenchon; prima ancora, si era espressa a favore di Bernie Sanders contro la moderata Hillary Clinton. Perché, ora, il focus sulla politica europea? Niente di sorprendente, visto che da tempo vive a Marsiglia con il fidanzato, il calciatore Adil Rami.
“La soluzione non è più Macron o più Salvini, loro hanno bisogno uno dell’altro e si rafforzano l’un l’altro. La soluzione può essere solamente un risveglio pan-europeo che attraversi le nazionalità e i confini e che permetta di affrontare la profonda crisi economica, sociale ed ecologica dell’Europa di oggi”. Che cosa intende con tutto questo Pamela Anderson?
Proviamo a prendere sul serio quanto scritto: che Macron e Salvini abbiano bisogno l’uno dell’altro, in effetti, ha perfettamente senso. Così come l’odio nei confronti delle élite europeiste (che hanno in Macron uno degli esponenti di punta) ha permesso ai movimenti populisti e di destra (come la Lega di Salvini) di crescere esponenzialmente, allo stesso modo il successo dei partiti di estrema destra in tutta Europa permette a quelli europeisti moderati di sopravvivere, agitando la (esistente) minaccia fascista nel tentativo di drenare qualche voto in loro favore.
Chi è il grande assente in tutto questo? La sinistra vera e propria, che non può essere ricondotta ai poco credibili tentativi di creare un sovranismo di sinistra (come può essere considerato, per esempio, rimanendo all’Italia, il movimento Patria e Costituzione di Stefano Fassina). Una sinistra che, azzardiamo, potrebbe risorgere proprio ritrovando lo spirito internazionalista che è sempre stato nel suo Dna. E che non sia troppo riconducibile all’establishment che oggi è sinonimo di europeismo (Partito democratico compreso).
Ma proseguiamo, perché l’attrice è andata anche oltre: “Quanto sta avvenendo oggi in Francia (con i gilet gialli, ndr) è un problema europeo, allo stesso modo in cui le misure anti-immigrati e lo scivolamento verso una nuova forma di fascismo in Italia sono un problema europeo”. In un altro tweet ancora, la Anderson si è rivolta direttamente all’Italia: “È un paese bellissimo che amo molto, per il cibo e la moda, la storia e l’arte, ma sono molto preoccupata dalle tendenze in corso, che mi ricordano quelle degli anni Trenta”.
Niente di particolarmente originale, se proprio vogliamo dirla tutta. Ma resta il fatto che Pamela Anderson si sta lanciando nel mondo dell’opinionismo d’area, proponendosi involontariamente come alfiere di un nuovo movimento di sinistra pan-europeo che riesca a fare davvero da argine all’ondata nera che, partita dall’est Europa, si sta diffondendo ovunque (da ultimo anche in Spagna). Una velocità tale da finire anche nei radar di quel movimento underground che, da qualche tempo, sta provando proprio a ricucire la sinistra partendo da una visione radicale e popolare: l’accelerazionismo.

E così, ecco che il costume rosso da bagnina di Pamela Anderson nelle pagine meme di una certa sinistra si riempie ironicamente (o forse no, chissà) degli slogan coniati dai teorici della corrente Alex Williams e Nick Srnicek: Pretendi il futuro, pretendi la piena automazione, pretendi il reddito universale. Il papa straniero della sinistra, ricercato in Italia ormai da decenni, potrebbe essere arrivato con le forme della diva della televisione anni Novanta? I fatti, al momento, trovano Pamela contesa da più parti.

Hi Pamela! Would you mind to candidate yourself for @pdnetwork‘s primary? You speak way better than the candidates they already have. We don’t care if you are not Italian, don’t worry.
— Dana (@MissDanaDax) 5 dicembre 2018

Pamela Anderson segretario del Partito democratico? Anche volendo prendere per un secondo sul serio questa ipotesi, sarebbe molto difficile: le posizioni dell’attrice sono talmente di sinistra che la scaraventebbero molto oltre Cesare Damiano, l’ex sindacalista candidato simbolico della sinistra tradizionale alle prossime primarie Pd.
Ma la disperazione degli elettori del Pd potrebbe essere tale da indurre chiunque sia in grado di dire cose relativamente significative nello spazio di un tweet a proporsi come un nuovo Berlinguer. Smarriti tra l’inseguimento a destra di Minniti (che nel frattempo si è smarrito pure lui, abbandonando la corsa), nell’invisibilità di Martina (che ha avuto mesi a disposizione per farsi valere, fallendo) e nella posizione di sinistra ma solo il minimo indispensabile di Zingaretti, anche gli elettori del Pd forse sognano una candidata in grado di dire le cose dette da Pamela Anderson (nonostante la sua collocazione sia decisamente più radicale di quanto il Pd abbia mai voluto essere).
Il fenomeno di Pamela Anderson ha diverse morali: chiunque sia in grado di dire qualcosa di sensato e fuori dalle canoniche narrazioni Europa vs sovranismo ci sorprende al punto da lasciarci a bocca aperta; la sinistra italiana è talmente in frantumi che, dai moderati fino ai più radicali, in tanti sono rimasti affascinati dal messaggio di Pamela Anderson. E, d’altronde, il messaggio vero si nasconde fra le righe di questa vicenda: dalle nostre parti nessuno è più in grado di seguire l’abc della comunicazione politica: invece di agitare spauracchi o prendere in giro gli analfabeti funzionali che votano Salvini e Di Maio, si dovrebbe individuare una nuova proposta politica; che guardi al futuro invece che inseguire la destra o essere ancorata a un passato fallimentare. Nel frattempo, possiamo prendere in prestito quella di Pamela Anderson.
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Fonte: Wired

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