Facebook ha dato un accesso speciale a Netflix e Airbnb ai dati degli utenti

Facebook ha dato un accesso speciale a Netflix e Airbnb ai dati degli utenti
6 dicembre 2018 – 15:01

(Photo by Justin Sullivan/Getty Images)Non è un periodo facile per Facebook, che si trova nuovamente sotto i riflettori per l’uso dei dati raccolti dagli utenti. Questa volta a finire al banco degli imputati è lo scambio delle informazioni con altri sviluppatori di app e aziende tech, come emerge da 250 pagine di mail rese pubbliche su Twitter dal deputato inglese Damian Collins, a capo della commissione del parlamento britannico su Cultura, media, sport e digitale. “Abbiamo bisogno di un dibattito più pubblico sui diritti degli utenti dei social media”, ha scritto nel tweet con cui ha divulgato i documenti.

We need a more public debate about the rights of social media users and the smaller businesses who are required to work with the tech giants. I hope that our committee investigation can stand up for them.https://t.co/GRtQ5oMdvn
— Damian Collins (@DamianCollins) December 5, 2018

I documenti sequestrati a Six4Three, uno sviluppatore di app partner di Facebook, dal parlamento britannico fanno emergere come per alcune aziende, tra le quali Airbnb e Netflix, fosse concesso un accesso speciale ai dati utenti della piattaforma e ad altre aziende rivali fosse completamente negato. Gli avvenimenti riportati in questi documenti sarebbero accaduti tra il 2012 e il 2015, periodo del boom di Facebook.
Un altro dato preoccupante che emerge dai documenti riguarda il fatto che, nel 2015, Facebook avesse accesso ai registri delle chiamate effettuate, grazie a un aggiornamento che non avvisava gli utenti di questa autorizzazione.
Via Twitter Ashkan Soltani, ricercatore ed esperto di tecnologia indipendente specializzato in privacy, sicurezza ed economia comportamentale, ha diffuso alcuni stralci delle comunicazioni di Facebook.

6) OK well at least Facebook developers were self aware of their public image (re: bluetooth beacons and call-logs): “Facebook uses new Android update to pry into your private life in ever more terrifying ways – reading your call logs, tracking you in businesses with beacons,etc” pic.twitter.com/8iTcV7HENP
— ashkan soltani (@ashk4n) 5 dicembre 2018

Nei documenti sequestrati dal parlamento britannico, inoltre, è chiaro come il social network consideri i dati degli utenti come un tesoro, da maneggiare con cura per ottenere un vantaggio strategico su partner e rivali.
A stretto giro Facebook ha risposto con una nota ufficiale: “I documenti sono stati filtrati in modo selettivo per pubblicare alcune, ma non tutte, delle discussioni interne su Facebook al momento della modifica della nostra piattaforma. Ma i fatti sono chiari: non abbiamo mai venduto i dati delle persone”. Lo stesso Mark Zuckeberg ha risposto in prima persona con un lungo post sulla sua pagina Facebook nel quale spiega il suo punto di vista: “Queste e-mail erano solo parte delle nostre discussioni, voglio condividere un po’ più di contesto intorno alle decisioni che abbiamo preso”.
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Fonte: Wired

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