La missione Osiris-Rex oggi arriva sull’asteroide Bennu

La missione Osiris-Rex oggi arriva sull’asteroide Bennu
3 dicembre 2018 – 9:00

(Credits: Nasa)Un sassolino dal diametro di seicento metri, che sfreccia nello Spazio a ventotto chilometri al secondo. Un bersaglio tutt’altro che facile, insomma. Che la Nasa, fresca di atterraggio su Marte – appena lo scorso 26 novembre lo spettacolare arrivo di Insight sul pianeta rosso –, si appresta a centrare: se tutto andrà per il verso giusto, stasera, dopo un viaggio durato due anni, la sonda Osiris-Rex (Origins Spectral Interpretation Resource Identification Security Regolith EXplorer) aggancerà l’asteroide 101955 Bennu, concludendo così la prima fase di una delle missioni spaziali più complesse, ardimentose e ambiziose mai tentate dall’umanità. Ma c’è dell’altro: come se intercettare un minuscolo asteroide perso nell’immensità dello Spazio non fosse abbastanza difficile, Osiris-Rex dovrà anche trapanare il suolo di Bennu, raccogliere diversi campioni di roccia e, meraviglia delle meraviglie, tornare sulla Terra. Portando a casa quello che gli scienziati della Nasa hanno definito come una sorta di “capsula del tempo” che ci permetterà di studiare il passato remoto del nostro Sistema solare e, forse, gettare le basi per un futuro sfruttamento minerario degli asteroidi.
L’approccio
Cominciamo da quello che sta succedendo in queste ore. Ad agosto scorso, Osiris-Rex si è portato a circa 2 milioni di chilometri da Bennu e ha cominciato le manovre di approccio, attivando dei piccoli motori per uguagliare la propria velocità e la propria direzione a quella dell’asteroide. Sono poi cominciate le operazioni di rallentamento: Osiris-Rex ha diminuito la propria velocità fino a circa mezzo chilometro al secondo e si è preparato all’approccio con l’asteroide. Il momento cruciale è previsto per le 18 (ora italiana) e si può seguire in diretta, come da consuetudine, sul canale YouTube della Nasa:

Ci si prepara alla discesa
Subito dopo l’arrivo si entrerà in una fase, se possibile, ancora più cruciale e delicata. Osiris-Rex stazionerà per circa un giorno a circa 20 chilometri dalla superficie di Bennu, avviando poi, come ha spiegato Maurizio Pajola, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e parte del team di esperti che partecipa alla missione, le cosiddette “operazioni di prossimità”. Tra il 4 e il 17 dicembre, la sonda compirà cinque fly-by, ossia avvicinamenti alla superficie, sorvolando il polo nord, l’equatore e il polo sud di Bennu a circa 7 chilometri dal suo suolo, per poi scendere ulteriormentea circa un chilometro e mezzo di quota.
Studio, studio
Durante la fase di sorvolo ravvicinato, gli strumenti a bordo di Osiris-Rex raccoglieranno una serie di dati utili per la pianificazione dell’atterraggio e per migliorare la conoscenza dell’asteroide. In particolare, la sonda monitorerà da vicinissimo forma, velocità e accelerazione di Bennu, mappandone anche le proprietà termiche, radioattive e geologiche. Una fase di studio che durerà poco più di un anno, e che si concluderà con la scelta del sito da cui prelevare il campione.
Touch and go
Il momento più delicato sarà a giugno 2020. Con una serie di manovre precisissime, Osiris-Rex si porterà nella posizione prevista per l’acquisizione del campione ed eseguirà il cosiddetto touch and go. La sonda espellerà un braccio robotico la cui testa toccherà la superficie di Bennu per circa cinque secondi e, grazie a una piccola esplosione controllata, sarà in grado di aspirare frammenti di suolo e rocce che si staccheranno dall’asteroide. Si potranno azzardare tre tentativi, fanno sapere dalla Nasa: l’obiettivo è di raccogliere almeno 60 grammi di materiale, ma le speranze sono di portarne a casa molti di più, fino a 2 chili.
Destinazione Terra
Infine, il commiato. Osiris-Rex dovrebbe levare le tende a marzo 2021: quando tutto sarà pronto, la sonda riaccenderà i motori e si allontanerà dall’asteroide a una velocità di circa 0,32 chilometri al secondo, incamminandosi lungo una traiettoria che dovrebbe intersecare l’orbita terrestre nel settembre 2023. La fine del viaggio è prevista per il 24 settembre, quando Osiris-Rex eietterà la capsula di ritorno, che entrerà nell’atmosfera terrestre alla velocità di circa 12 chilometri al secondo per poi atterrare nel deserto dello Utah. Appena riusciranno a mettere le mani sui campioni, gli scienziati li sposteranno in camere sigillate e pulitissime al Johnsons Space Center della Nasa, a Houston, in Texas, dove poi li studieranno in dettaglio caratterizzandone tutte le proprietà chimiche e mineralogiche.
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Fonte: Wired

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