I robot parleranno tra loro con un linguaggio sviluppato in Italia

I robot parleranno tra loro con un linguaggio sviluppato in Italia
3 ottobre 2018 – 15:00

Foto: Wikimedia/commons)I robot stanno imparando a interagire tra loro. E lo fanno grazie a un linguaggio made in Italy che è stato appena testato da due robot umanoidi e che ha permesso a uno di aiutare l’altro ad alzarsi da una sedia. A riferirlo su arXiv sono i ricercatori dell’Istituto italiano di tecnologia (Iit) di Genova, che hanno messo a punto questo linguaggio, nell’ambito del progetto europeo Andy. L’obiettivo del progetto, ha spiegato all’Ansa il responsabile scientifico Daniele Pucci dell’Iit, “è quello di sviluppare algoritmi di intelligenza artificiale affinché i robot umanoidi riescano a collaborare con l’uomo e fra di loro”.
Solamente lo scorso anno gli stessi ricercatori erano riusciti a far collaborare i robot con gli esseri umani. E ora stanno provando a estendere gli stessi algoritmi in modo tale che i robot riusciranno a interagire con gli altri robot. “Collaborare”, ha spiegato l’esperto, “significa portare a termine un compito assieme e per farlo bisogna che i robot si scambino informazioni”. Per riuscirci, i ricercatori hanno “definito le equazioni di intelligenza cognitiva e motoria che regolano il movimento congiunto di due robot”.
(foto: Iit)Nell’esperimento il robot iCub dell’Iit, già utilizzato in numerosi laboratori di tutto il mondo, doveva aiutare un altro robot ad alzarsi da una sedia. “Il robot capisce che l’altro si sta alzando perché, tramite un collegamento wireless, i due si scambiano informazioni relative sulla posizione, sforzo e velocità di movimento”, continua l’esperto. “Questa informazione è fondamentale perché l’altro robot possa intervenire quando lo sforzo del suo compagno è eccessivo ed è cruciale per i robot di servizio che aiuteranno l’uomo”.
I ricercatori, inoltre, hanno sviluppato un vestito che dovrà esser indossato dagli esseri umani, che consiste in una tuta di sensori che misurano posizione, movimento e sforzo e che spediscono queste informazioni al robot. “Il progetto ci ha dimostrato che la collaborazione tra robot è già possibile su cose molto semplici, e possiamo immaginare un futuro non lontano in cui i robot saranno in grado di aiutare i loro simili e gli esseri umani”, conclude l’esperto, prevendendo che già tra 1-2 anni potrà essere disponibile un robot che ci aiuterà a fare la spesa, mentre fra 5-10 anni potrebbero già esserci robot che comunicheranno tra di loro e potranno aiutarci a svolgere compiti ben più complessi, come per esempio scavare una buca.
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Fonte: Wired

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