Romolo+Giuly, la commedia sulle assurdità italiane plasmata dal web

Romolo+Giuly, la commedia sulle assurdità italiane plasmata dal web
17 settembre 2018 – 12:20

Debutta il 17 settembre su Fox Romolo+Giuly, la nuova produzione originale comica che mette in campo “la prima guerra mondiale italiana“: le divisioni non solo geografiche ma anche culturali fra la fighetta Roma Nord e la coatta Roma Sud sono il pretesto per scatenare scontri a livello nazionale, con Milano e Napoli che si alleano per scalzare una volta per tutte la capitale. E lo spunto nobile di questa assurda lotta di potere, in piena citazione di Shakespeare, è l’amore contrastato della bella Giuly e del ribelle Romolo, esponenti di due famiglie, i Montacchi e i Copulati, che si odiano da sempre perché si contendono il dominio della Città eterna.
Fin qui la trama può sembrare anche troppo campata in aria eppure la sceneggiatura degli otto episodi riesce a creare un universo di idiosincrasie e personaggi caricaturali che si alternano sullo schermo a gran velocità in un susseguirsi di sketch esilaranti. Sono i campanilismi italici piccoli e grandi a generare una mitologia surreale: dalle “vergini dei Parioli” al “vallo di Ponte Milvio” , dalle bevute di acqua del Po e la caccia al negher che si pratica al Nord fino ai rifiuti smaltiti gettandoli nel Vesuvio, i luoghi comuni vengono esasperati per dipingere le maschere grottesche di varie tipologie di italiani, che strappano un sorriso anche se in fondo sappiamo non essere troppo lontane della realtà.

Sebbene ci sia una storia lineare molto forte e pittoresca, ogni episodio funziona soprattutto come un’accumulazione di piccoli momenti comici che si succedono forsennatamente. In questo è chiara un’influenza marcatissima della comicità virale dell’Internet di oggi. Non a caso Romolo+Giuly nasce come web series creata da Michele Bertini Malgarini (qui anche regista), Giulio Carrieri e Alessandro D’Ambrosi e premiata nel 2016 al Roma Web Fest; poi Fox e la casa produttrice Wildside si sono convinti a derivarne una serie vera e propria, ampliando oltre il Raccordo anulare le vicende. La vocazione alla risata ad effetto di tanti fenomeni del web, con l’impronta evidente di successi social come The Jackal (per cui Carrieri ha anche lavorato) e Casa Surace, si palesa qua e là, coinvolgendo nel cast anche personaggi popolarissimi online come Martina dell’Ombra, gli Actual e Le Coliche.
In questo senso assistiamo a una specie di mutazione genetica della sitcom che, come hanno ribadito più volte i produttori, è un tentativo di rinnovare dal basso le comedy all’italiana. Un altro segnale di vocazione virale, ma anche di uno studiato stile comico che affonda le radici in riferimenti che vanno dai Monty Python ai Griffin, è il continuo citazionismo cinematografico, che strizza l’occhio in particolare a un pubblico cresciuto fra gli anni Ottanta e Novanta, mettendo in scena microparodie di cult come Titanic, Star Wars e appunto Romeo+Giulietta di Baz Luhrmann (ma c’è anche il tempo per un affondo sferzante al premio Oscar Paolo Sorrentino).

Anche il numeroso cast è costruito affinché la serie diventi un instant cult: fra le partecipazioni eccellenti ci sono Francesco Pannofino, a segnare anche una continuità d’intenti rispetto all’altra ormai mitica produzione originale di Fox, Boris; e Fortunato Cerlino, nel ruolo del boss napoletano forse però ancora troppo ingabbiato nel ricordo di Gomorra. Accanto ai protagonisti, Alessandro D’Ambrosi (anche attore oltre che autore) e Beatrice Arnera, ci sono partecipazioni eccellenti che solleticano l’immaginario nostalgico: fra tutti Massimo Ciavarro, Umberto Smaila ma soprattutto Giorgio Mastrota (che sarà al Wired Next Fest di Firenze, sabato 29 settembre, insieme ad altri attori della serie), una vera sorpresa attoriale nei panni di se stesso, ma in realtà anche di una malvagia eminenza grigia che vuole creare una “Roma milanese, senza romani“. Accanto a lui il pupazzo Tciu, chiara arcinemesi dello Uan di Bim Bum Bam memoria, che con i suoi eccessi regala alcuni dei momenti più esilaranti dei primi episodi.
Gli ingredienti insomma ci sono tutti per mettere assieme un cocktail esilarante che non fa sconti. Tuttavia se da una parte si ride parecchio, dall’altra si esce disorientati dal livello di assurdità che si cerca qui di rappresentare. L’intento è anche quello di fornire una satira assurda e pungente del nostro modo tutto italiano di odiare il diverso, di diffidare di chiunque, perfino il nostro vicino di casa; alcune sparate rivolte all’attualità hanno però una resa un po’ sdentata (come la banalità populiste del “politico perfetto che odia tutto ciò che non conosce, cioè tutto“, oppure del “pupazzo migliore di tanti pupazzi che ci governano“). Ma in fondo Romolo+Giuly è una metafora farsesca perfetta della nazione piena di contraddizioni e fragilità che siamo, costantemente sull’orlo di un trash irrimediabile ma che si salva sempre all’ultimo minuto grazie a un’irrimediabile e quasi tenera cialtroneria.
The post Romolo+Giuly, la commedia sulle assurdità italiane plasmata dal web appeared first on Wired.

Fonte: Wired

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte di BestAll. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi