Cosa prevede il ddl anticorruzione

Cosa prevede il ddl anticorruzione
7 settembre 2018 – 9:21

(Foto: Fabio Cimaglia / LaPresse)Il nome esteso del disegno di legge è “Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione”, ribattezzato in Spazza Corrotti, è stato firmato dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e approvato giovedì 6 settembre dal consiglio dei Ministri. Ora toccherà al Parlamento discuterlo: la Lega è già pronta ad alcune modifiche.
La descrizione più autorevole è quella del ministro Bonafede: “Con questa legge dimostriamo che il governo vuole fare tesoro di quanto accaduto negli anni passati e varare una legge anticorruzione all’avanguardia, che ci mette come paese leader in questo campo. Non lasceremo scampo, non ci sarà margine di alcun tipo per il fenomeno della corruzione. Da ora in poi chi sbaglia paga, è certo. Chiamiamo questa legge spazza corrotti perché dopo tanti anni di battaglia in nome della legalità, della giustizia e dell’onesta portare in Cdm un ddl che porta una vera rivoluzione nella lotta alla corruzione è motivo di orgoglio e commozione”.
Secondo il vicepremier Luigi Di Maio tra gli effetti del disegno di legge ci sarà anche un’importante strategia per il recupero di fondi sottratti allo Stato, una sorta di manovra economica mascherata.
Il “Daspo” per i corrottiNon potrà partecipare agli appalti pubblici o sarà interdetto dai pubblici uffici chi viene condannato a pene superiori ai due anni, sia questo corrotto o corruttore. Se la condanna è inferiore il periodo di esclusione va dai 5 ai 7 anni. Non ci sono sconti né per chi patteggia né per chi ottiene la condizionale. Queste misure si estendono, oltre al reato di corruzione, anche a chi viene condannato per:
abuso d’ufficio aggravato dal vantaggio (o dal danno) di rilevante gravità
concussione
corruzione nell’esercizio della funzione
corruzione propria nel conferimento di pubblici impieghi
istigazione alla corruzione
peculato
traffico di influenze illecite
InfiltratiLe forze dell’ordine possono ricorrere agli agenti sotto copertura, come già avviene per la lotta al terrorismo, per i reati di droga e per la criminalità organizzata. Nel testo finale sparisce l’ipotesi che l’infiltrato possa indurre in tentazione, garantendo vantaggi ai funzionari per testarne la fedeltà.
Non punibilitàLe cause di non punibilità, oltre a rendere intelligente il disegno, sono propedeutiche alle altre norme previste dalla legge stessa. Non viene punito chi mostra di essere pentito:
confessando prima che vengano avviate indagini specifiche entro sei mesi dal momento in cui è stato compiuto il reato
restituendo l’illecito guadagno
fornendo informazioni utili agli inquirenti
dimostrando che l’illecito non fosse premeditato
Appropriazione indebita e confiscaChi si appropria di denaro che non gli appartiene può essere indagato d’ufficio, quindi senza necessità di denuncia di parte. Le indagini d’ufficio riguardano anche l’istigazione alla corruzione o la corruzione tra privati. La confisca degli importi o dei beni illeciti resta valida anche in caso di amnistia e prescrizione.
MillantatoriChi promette o vende vantaggi di qualsiasi natura rientra sotto l’ala del disegno Spazza Corrotti, nel traffico illecito di influenze che include anche il millantato credito, così come disciplinato dall’articolo 346 del codice penale che recita: “chiunque, vantando un’efficace influenza su un pubblico ufficiale e su un incaricato di un pubblico servizio, riceve o fa dare o fa promettere, a sé o ad altri, denaro o altra utilità, come prezzo della propria mediazione verso il pubblico ufficiale o impiegato”.
 
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Fonte: Wired

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