I farmaci umani possono salvare i diavoli della Tasmania da un tumore

I farmaci umani possono salvare i diavoli della Tasmania da un tumore
10 aprile 2018 – 15:05

I diavoli della Tasmania sono in pericolo. Una tipologia di tumore facciale trasmissibile che si sta diffondendo in questi marsupiali carnivori sta infatti decimando la loro popolazione che abita (esclusivamente) quest’isola australiana. Ma ci potrebbe essere una speranza: secondo uno studio, pubblicato sulle pagine di Cancer Cell, alcuni farmaci già sviluppati per noi esseri umani, sarebbero efficaci nel trattare anche questa tipologia di cancro.
Il primo caso di cancro diagnosticato (Dft1) in questa popolazione risale al 1996 nella parte nord-orientale dell’isola e proveniva da una mutazione di un singolo individuo. Nel 2014, inoltre, un secondo cancro trasmissibile (Dft2) è stato individuato nei diavoli a sud-est dell’isola. Entrambi i ceppi tumorali hanno lo stesso aspetto, ma le successive analisi genetiche hanno rivelato che il primo cancro proveniva in origine dalle cellule di un diavolo della Tasmania femmina, mentre il secondo proveniva da un esemplare maschio.
Il contagio avviene nel momento in cui i diavoli si mordono a vicenda durante un combattimento. Le cellule tumorali contagiose possono passare a un nuovo individuo e causare formazioni neoplastiche attorno agli occhi e alla bocca, che impediscono le normali attività di ricerca del cibo e che portano, nella maggior parte dei casi, alla morte. “Quando combattono, i diavoli della Tasmania spesso mordono la faccia del loro avversario, che può predisporre questi animali alla comparsa di questo particolare tipo di cancro attraverso lesioni tissutali”, spiega l’autore dell’Università di Cambridge, Maximilian Stammnitz. “La ferita del morso si crea sul viso fornirebbe una vera e propria via di trasmissione cellulare”.
I ricercatori, tuttavia, hanno scoperto che le molecole, note come recettori tirosin-chinasi (Rtk) svolgono un ruolo importante nella crescita e sopravvivenza di questi tumori. La buona notizia è che esistono già dei farmaci antitumorali sviluppati per gli esseri umani che prendono di mira le tirosin-chinasi e che sembrano avuto successo nell’arrestare la crescita delle cellule tumorali dei diavoli della Tasmania in laboratorio. “Questo studio ci dà la speranza del fatto che i farmaci antitumorali che sono già in uso negli esseri umani possano offrire una possibilità di aiutare gli sforzi di conservazione di questo animale unico”, conclude l’autore.
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Fonte: Wired

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