Combattere il lavoro nero nei bar e ristoranti con una app

Combattere il lavoro nero nei bar e ristoranti con una app
30 marzo 2018 – 9:00

Mangiare al ristorante agli italiani piace. Secondo un rapporto di Pricewaterhouse Cooper, oltre il 25% consuma fuori casa almeno 4 o 5 pasti a settimana, con un spesa annuale che arriverà a toccare i 77,4 miliardi di euro nel 2020 (+1,4%). Questo significa che è destinato ad aumentare considerevolmente anche il numero dei lavoratori impiegati nel mercato della ristorazione. Un esercito di un milione e mezzo di persone, sempre da qui a due anni.
Alla fine dell’anno scorso l’agenzia per il lavoro Openjobmetis (quotata in Borsa Italiana) ha lanciato una app in grado di aiutare le imprese ad assumere personale in maniera immediata e con contratti regolari: Shakejob. “La ristorazione è un settore in cui il nero è molto presente, anche per la natura stessa del lavoro, in cui prevedere i picchi o le sostituzioni con largo anticipo è spesso impossibile”, ha spiegato Daniela Pomarolli, responsabile del progetto.
I dati dell’Ispettorato nazionale del lavoro, relativi al 2017, mostrano la presenza di circa 11mila casi di lavoratori irregolari nel settore. “Ciò è deleterio non solo per l’economia del nostro Paese ma anche per i soggetti coinvolti, che non sono protetti in alcun modo”, continua Pomarolli.
Neanche la misura dei voucher è servita a regolarizzare il lavoro di cuochi, camerieri e di tutte le altre professionalità impegnate nei servizi di alloggio e ristorazione. L’obiettivo di Openjobmetis è quello di riuscire a rendere disponibile Shakejob in tutta Italia.
“Grazie alla nostra piattaforma, imprenditori e lavoratori, con pochi click, potranno assumere ed essere assunti in maniera regolare”, sottolinea Pomarolli. Lo strumento consente di assumere personale con i giusti requisiti in breve tempo, per venire incontro a necessità contingenti come malattie o picchi di lavoro. E dai lavoratori stessi, ovviamente, che vogliono vedere tutelati i propri diritti. Ad oggi, sono circa 600 i candidati presenti nella banca dati di Shakejob, di cui la metà attivi nella zona di Varese e Milano.
L’app è disponibile in Lombardia (già dal novembre scorso) e in molte province di Toscana, Piemonte, Veneto, Friuli e Trentino Alto Adige. Le prossime regioni che potranno usufruire del servizio sono Sardegna, Lazio e Umbria. “Stiamo inoltre pensando a un possibile ampliamento in altri settori, come i servizi turistici e alberghieri”, ha concluso Pomarolli.
Come funziona la app? L’agenzia si occupa di selezionare le offerte di lavoro e i candidati che avranno accesso alla piattaforma, tramite un colloquio individuale. A questo punto, i ristoratori potranno ricevere le candidature in tempo reale e assumere il candidato prescelto (con contratto di somministrazione) in pochi clic. Sarà infine sempre l’agenzia per il lavoro, al termine della prestazione, a provvedere all’emissione della busta paga per il lavoratore. Semplice, veloce e, soprattutto, perfettamente in regola.
Dietro al progetto c’è l’idea di di quattro ingegneri gestionali neolaureati – Alberto Brianza, Carlo Gravina, Alessandro Roveda e Andrea Corsini – che attraverso le loro esperienze personali, maturate anche nel corso di soggiorni all’estero, hanno intuito il bisogno di uno strumento efficace e immediato per agevolare l’incontro tra domanda e offerta nel settore della ristorazione. I quattro hanno presentato il progetto a Openjobmetis, che nel 2017 l’ha sviluppato.
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Fonte: Wired

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