Oltre la notte: Diane Kruger e i postumi del terrorismo

Oltre la notte: Diane Kruger e i postumi del terrorismo
14 marzo 2018 – 12:00

In un attentato di matrice neonazista perdono la vita un uomo e un bambino. E’ la famiglia di una donna di Amburgo, che nel momento in cui perde quanto di più caro è chiamata a reagire. Ad interpretarla, nella performance migliore della sua carriera – che le è già valsa la Palma d’oro come miglior attrice al 70 Festival di Cannes e che la vede finalmente recitare nella sua lingua, il tedesco – c’è una portentosa Diane Kruger. Viscerale, generosa, memorabile.

Cosa succede quando esplode una bomba? Cosa si innesca nell’animo di chi sceglie di piazzare un ordigno e mandare all’aria ogni cosa (compreso se stesso)? Sono gli interrogativi che percorrono senza sosta il nuovo film del regista Fatih Akin, che si serve di generi come dramma e legal movie per mettere in scena tutta la rabbia, l’impotenza e il senso di profonda ingiustizia che un atto terroristico genera. Punta diretto alla pancia dello spettatore occidentale per domandargli: cosa saresti disposto a fare se ti uccidessero la famiglia?
Insieme a Diane Kruger e al suo strazio seguiamo le indagini, cerchiamo il colpevole, lo spettatore si fa tutt’uno con la protagonista nella sua dolorosa sete di giustizia. O vendetta? Il confine è labile, e Akin volutamente lo fa implodere per indicare che a volte, quando la giustizia pubblica sfuma in una sospensione “pro reo”, è quella privata a farsi inesorabilmente avanti. Fino ad osare tutto, a mettere in atto l’impensabile.

Diane Kruger ha sintetizzato così il suo notevole lavoro attoriale: “Ho chiuso gli occhi e mi sono buttata, certa della direzione di Akin”. Mai commento fu più appropriato, il lasciarsi andare al buio e ad un vortice di tenebre è evidente nel film, che la vede sprofondare prima nell’angoscia, poi nell’ansia di una vendetta da compiere a ogni costo. Ecco che il legal movie cede il passo al revenge movie, e il fiato si sospende, e ogni mossa e ogni gesto pesa ed è studiato. Tutto può scoppiare, da un momento all’altro. Altre vite sono in pericolo. Sono/Solo quelle degli attentatori? Se ti uccidono tuo marito e tuo figlio, fin dove saresti disposto a spingerti? E se conoscessi il volto dei loro assassini?
Funziona perfettamente come disseminatore di dubbi e interrogativi multipli, questo Oltre la notte. A cos’altro serve un film – direbbe Ken Loach – se non a sollevare quesiti, far discutere, riflettere, a porre dei dubbi e costringere chi guarda a sospendere ogni giudizio? In un momento sociale di odio generalizzato, xenofobia, attacco cieco all’altro, un film come questo ricorda che l’arte può far luce su tutte le ombre dell’animo umano che tendiamo a trascurare. Al contempo si fa denuncia potente contro l’odio (sotto forma di terrorismo, ma non solo) indiscriminato, oggi come ieri, al di là di ogni cultura e religione. Da vedere.
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Fonte: Wired

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