A che punto è Apple, a sei anni dalla morte di Steve Jobs

A che punto è Apple, a sei anni dalla morte di Steve Jobs
5 ottobre 2017 – 18:40

Mentre il mondo Google è impegnato a festeggiare il lancio degli smartphone Pixel 2 e degli altri nuovi prodotti della casa di Mountain View, a Cupertino è ancora una volta il momento di ricordare il compianto cofondatore Steve Jobs, scomparso ormai sei anni fa. L’anno scorso le celebrazioni coincidevano sia con i cinque anni dalla morte dell’ex CEO che in qualche modo con il quarantesimo compleanno del gruppo, e sono state l’occasione per molti, fuori e dentro Apple, di tracciare un bilancio del suo operato con un minimo di distacco e di valutare il peso della sua eredità all’interno della società ora guidata da Tim Cook.
Quest’anno però ci sono alcune osservazioni inedite da fare sulla nuova Apple rispetto a 12 mesi fa.
Negli ultimi mesi, ad esempio, il gruppo è tornato a investire più pesantemente in ricerca e sviluppo, ovvero circa il 5% dei propri guadagni. Era da tempo che la quota dei profitti dedicata dalla casa di Cupertino a guardare al futuro non superava quella soglia — il 2004 di preciso. Tre anni dopo uscì il primo iPhone.
È stato inoltre presentato un nuovo iPhone radicalmente diverso dai precedenti: iPhone X. In molti faranno notare che si tratta pur sempre di un altro smartphone, niente quindi di innovativo quanto lo fu il primo. Questo però ha tutta l’aria di un progetto parallelo che guarda avanti, tanto che realizzarlo in quantità industriali sta richiedendo più tempo del previsto e che le tecnologie che lo rendono speciale (vedi lo sblocco tramite Face ID) sono viste con sospetto dal grande pubblico — quest’ultimo storicamente un buon segno per Apple.
A prescindere da come si comporterà la nuova fotocamera frontale, iPhone X e iPhone 8 rappresentano la prima generazione di gadget Apple costruiti attorno ai concetti di realtà aumentata e intelligenza artificiale. Se in futuro dovessimo vedere degli occhialini Apple in stile Google Glass (speriamo migliori) sarà per via degli iPhone presentati in questi mesi.
Infine negli ultimi mesi non sono iniziati a cambiare soltanto i prodotti in vendita, ma anche quelli dove i gadget vengono venduti: gli Apple Store, o meglio le future Town Square. I punti vendita più prestigiosi del marchio della mela morsicata si trasformeranno in punti di riferimento per le comunità di fan e per chiunque altro viva la città che li ospita. Aree relax, laboratori per bambini e workshop per i più grandi, concerti nel weekend, e tante altre iniziative affiancheranno le aree espositive all’interno di spazi aperti al pubblico progettati dagli stessi designer che hanno realizzato il nuovo Apple Park inaugurato proprio in queste settimane.
È proprio il futuribile cambus la più grande opera voluta direttamente da Jobs sulla quale abbiamo posato per la prima volta gli occhi nell’ultimo anno. Nel corso della presentazione degli ultimi iPhone e dell’inaugurazione dello Steve Jobs Theater, il CEO Tim Cook si è soffermato più di qualche minuto a parlarne, visibilmente emozionato. È stata anche l’occasione per ricordare il fondatore della società e celebrare questo stesso anniversario con un po’ di anticipo, ricordando come alla fine dei conti “il suo più grande dono nei confronti dell’umanità non sarà un singolo prodotto, qualunque esso possa essere, ma la stessa Apple”.
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Fonte: Wired

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