Game of Thrones, sfide di furbizia nel quinto episodio della settima stagione

Game of Thrones, sfide di furbizia nel quinto episodio della settima stagione
15 agosto 2017 – 3:00

Cosa serve per vincere il Gioco del Trono? Dopo sette stagioni è evidente che gli eserciti sono importanti, ma la vera arma è l’astuzia. Certo, un drago (anzi tre) fanno comodo, ma, quando ti trovi a dover affrontare la degna erede di Twyn Lannister, le armi servono a ben poco.
Eastwatch (episodio 7×05) è un vero inno alla scaltrezza dei Lannister e non solo. Daenerys, che con i suoi tre draghi potrebbe prendere la Fortezza Rossa in pochi minuti, si lascia convincere da Jon e Tyrion a stipulare un armistizio con Cersei nel caso in cui quest’ultima sia disposta ad appoggiare la guerra contro gli Estranei.
Povera piccola ed ingenua Daenerys, un armistizio con Cersei equivale a firmare un contratto con il diavolo. Non a caso la Regina è così furba che è già a conoscenza dell’incontro segreto tra Tyrion e Jaime prima che il gemello glielo venga a riferire. Come la storia dei Targaryen insegna, avere un drago non è garanzia di vittoria e, se Robert Baratheon è riuscito a sconfiggere Aerys, Cersei potrebbe avere la meglio su Daenerys.
Più il tempo passa e più sono evidenti le somiglianze tra l’erede di Aerys e suo padre: Daenerys non si fa scrupolo ad usare i draghi, non è disposta a fare prigionieri e brucia chiunque non si inginocchi riconoscendola come regina. Di fronte allo sguardo attonito di Tyrion che non riesce a farla ragionare, Daenerys ordina a Drogon di bruciare Lord Tarly e suo figlio.
Esiste qualcosa di più diabolico di Cersei Lannister che lotta per mantenere il proprio trono? La stessa Cersei Lannister, ma incinta. E se gli ormoni possono rendere una donna normale una piccola dittatrice che alle 3 di notte ordina al marito di andare a cercare per le campagne l’esemplare più raro di pomodoro del Piennolo per soddisfare le proprie voglie, nel caso di Cersei le uniche voglie da soddisfare sono quelle di potere e di dominio.
L’unica cosa che manca per firmare l’armistizio (che evidentemente i Lannister non rispetteranno) è la prova dell’esistenza degli Estranei, ma la squadra formata da Jon Snow, il redivivo Jorah Mormont (che nonostante la miracolosa guarigione riesce a guadagnarsi solo un abbraccio da parte della Regina dei Draghi che nel frattempo fa gli occhi dolci al bastardo di Casa Stark), gli uomini della Fratellanza (Thoros, Beric Dondarrion ed il Mastino) e Tormund sono pronti ad oltrepassare la Barriera e a portare un morto ad Approdo del Re.
Vero maestro di furbizia ed esperto del Gioco del Trono è Ditocorto e nulla può la pur brillante Arya contro le sue macchinazioni. Arya vede, sente e scopre ciò che Petyr Baelish vuole che la giovane Stark scopra. Arya è a sua insaputa una pedina nelle sue mani, a differenza di Sansa, che da pedina è passata ad essere giocatrice, dopo aver appreso come giocare proprio da Cersei. Arya sa maneggiare una spada, ma non è in grado di distinguere i sotterfugi di palazzo, assassina, ma con un’integrità morale che non le permette di cogliere le sfumature e che potrebbe ben presto allontanarla dalla sorella.
Sorprende che il personaggio scaltro per eccellenza, Tyrion Lannister, finora non sia riuscito a combinarne una giusta, ma, se i personaggi fossero delle macchiette sempre uguali a se stessi, non sarebbe stato Il Trono di Spade.
E se il vero burattinaio di Game of Thrones fosse Ser Davos? Insospettabile e forse proprio questo dimostrerebbe la sua astuzia.  Il cavaliere delle Cipolle ha tenuto nascosto finora il suo asso: Gendry, l’unico figlio di re Robert (e quindi possibile erede al trono) era nascosto a Fondo Delle Pulci a forgiare le lame dei Lannister. Possibile che Davos stia pianificando un’alternativa alle due regine spingendo sul trono l’ultimo dei Baratheon? Tra la poco amata Cersei e la straniera Daenerys, Gendry potrebbe raccogliere attorno a sé le famiglie fedeli a Re Robert e salire sull’ambito scranno.
A ben pensarci, Ned Stark, il saggio e incorruttibile Lord di Grande Inverno, non solo aveva appoggiato, ma era molto amico di Re Robert. La fiducia di un uomo giusto come Ned è un sigillo di garanzia e, dato che a Westeros i figli sembrano sempre ereditare i tratti dei padri, Gendry potrebbe sorprenderci ed essere l’unico uomo degno di salire al trono e riportare la pace nei Sette Regni.
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Fonte: Wired

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