Se il mondo non avesse mai conosciuto il PC

Se il mondo non avesse mai conosciuto il PC
1 giugno 2017 – 10:50

Oggi l’industria ICT è una conseguenza diretta del motore di esecuzione x86 le cui radici furono nel 4004, un chip mangiadati disegnato in Intel dall’italiano Federico Faggin e portato al successo planetario da Andrew Grove (nato András Gróf, 1936-2016).
Il personal computer è stato una disruptive technology che ha frammentato la realtà precedente per ricomporla in modo totalmente diverso. Il PC ha sagomato il mondo in modi così imprevedibili che neanche la fantascienza li ha mai esplorati: d’altronde la scifi non mira a previsioni, un punto questo che spesso viene frainteso.

Lo stesso smartphone fin dalla sua nascita è stato un telefono con dentro tutta la storia del PC e che solo oggi si avvia a diventare altro, ovvero un cruscotto di controllo della nostra attività sociale, lavorativa, finanziaria, sanitaria.
Ma il chip di Faggin non è stato il primo: un microcontrollore dedicato al controllo dei sensori e all’analisi dei dati sui caccia da guerra, l’MP944, è stato realizzato 18 mesi prima dell’Intel 4004 di Faggin, da dove è iniziata la rivoluzione digitale in ambito commerciale.
L’MP944 è stato rivelato al grande pubblico nel 1998, trent’anni dopo la consegna alla Marina Militare statunitense dei chip funzionanti. Il chip MP944 è stato la trasformazione digitale del controllo dell’aeroplano, spostandosi dal controllo meccanico – con una elaborazione minima ma ingegnosa dei dati – verso un più forte controllo dato dal digitale e con la relativa elaborazione dei dati in tempo reale. Il risultato è stato l’F14-A, l’incredibile caccia che negli anni ’70 ha cambiato il modo di far guerra.

Il progettista che realizzò questo chip è Ray Holt, la cui storia è descritta anche sul suo sito web, First Microprocessor, nella sua biografia The Accidental Engineer (in pubblicazione) e nel libro From Dust to the NanoAge. Il cuore del cambiamento epocale è nella possibilità di eseguire software ovunque, grazie alla portabilità del microprocessore. Il software era molto difficile da insegnare: neanche gli ingegneri si aspettavano una tecnologia programmabile. Nel tentativo di effettuare vendite a microprocessore, la stessa Intel assunse Ray Holt come consulente per viaggiare negli Usa per insegnare ai progettisti come programmare.
Oggi il PC sta scomparendo dalle nostre case, insieme a scanner, stampanti e tutti i dispositivi correlati. Questo tipo di device, essenziale nella produzione di contenuti, non è necessario alla maggior parte di noi, che per lo più visualizziamo o inoltriamo contenuti prodotti altrove.
La maggior parte delle persone del mondo non vedrà mai un pc nella loro vita. L’evoluzione dei suoi processi non prevede più quella tecnologia, ma è stata sostituita prima da nuovi dispositivi prima del tipo pad/smartphone, oggi affiancati da smartwatch, destinati dalla rivoluzione dei processi a diventare veri e propri telecomandi con tastiere variabili da cliccare sullo schermo a seconda delle varie necessità, come già facciamo confusamente sulle varie app.
Il cambiamento dei processi è indipendente dalla piattaforma tecnologica. E se il punto di arrivo è l’inoltro di piccoli frammenti di dati, non servono né il pc, né i suoi successori.
Cosa sarebbe successo se l’MP944 fosse stato rivelato all’industria nel tempo?
Quel progetto ha anticipato quello che oggi chiamiamo Internet of Things: interrogava sensori ed elaborava dati in hardware, fornendo risposte di vita o morte, in tempo reale e conformi alle esigenze militari. Era un telecomando locale digitale, un cruscotto del futuro.
Se fosse stato divulgato per tempo, la rivoluzione digitale di oggetti con una componente digitale (IoT) sarebbe arrivata per prima, rispetto alla rivoluzione di home e personal computer.
Tutto il settore avrebbe seguito questo cammino, eclissando il successivo lancio di Intel 4004 e tutta la rivoluzione digitale dei documenti (home / personal computer / PC nello smartphone).
Tutti i lavori relativi all’elaborazione dei dati sarebbero stati fatti su terminal o postazioni di lavoro in ufficio o in luoghi simili agli odierni coworking.Nessuno chatterebbe 24 ore su 24, né frullato immagini, foto o video, al posto della più sana comunicazione interpersonale fatta di parole, gesti ed emozioni.
Avremmo oggi un miglior controllo su casa e ufficio, alimentazione e salute; robot, droni e auto intelligenti; un’infrastruttura di riproduzione di oggetti grazie a stampa 3D in casa, uffici o negozi (come per le fotocopie e le stampe).
Non avremmo Internet per tutti, nemmeno il Web, ma un’Internet modellata sull’IoT: avremmo un dispositivo tascabile, al cui interno troverebbero spazio app come telecomandi per molti usi, ma non software tipo PC per scrivere, fare tabelle, presentazioni, migliorare immagini…
Ray Holt verrà per la prima volta in Italia, a Roma, nel luglio del 2017, grazie all’organizzazione Holt in Italy. Il sito Makers University ospiterà il programma e tutte le informazioni relative. I quattro eventi organizzati da Holt in Italy sono 12 luglio BICLazio Ferentino (FR), con partita di calcio IoT; 13 luglio LuissEnlabs/Codemotion (RM), le startup di Elon Musk Vs. Ray Holt; 18 luglio, Tecnopolo Tiburtino (RM), Retrocomputing: Ray Holt incontra Gastone Garziera (Olivetti P101) e il Vintage Computer Club mostra Apple1, Altair, Pet, Apple II, Trs80, Perottina (P101) e molta altra storia dell’ICT; il 19 luglio presso il BICLazio Roma Casilino ci sarà l’incontro con la comunità STEM + maker con accenti maschili e femminili.
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Fonte: Wired

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